MONTEPRANDONE – Facce distese e la voglia di sorridere tornata dopo settimane difficili. Potere dei tre punti. Il Centobuchi vive la vigilia del derby con il Grottammare con quella tranquillità che da tempo non abitava più da quelle parti.
Il successo contro la Sangiustese ha ridato vigore alla classifica, anche se non ha risolto i problemi di Simoni e soci. Mister Marocchi, al solito, bada al sodo: «Il successo di domenica scorsa costituisce una bella boccata di ossigeno ed è risultato fondamentale per il morale di questi ragazzi che dopo l’addio di De Amicis e i risultati che tardavano a venire erano parecchio giù. Questa settimana è andata molto meglio, ma guai a rilassarci, non abbiamo fatto ancora niente, c’è da costruire una salvezza, giocando tante altre battaglie da qui alla fine. Ci aspetta un percorso molto lungo e faticoso».
E a proposito di sfide sabato ce ne sarà un’altra molto importante, quella del derby con il Grottammare. Marocchi ne ha già giocati.
«In Promozione – ricorda il tecnico biancoceleste – Persi tutte e due le partite che giocammo contro la squadra allora allenata da Beni».
Un motivo in più per rifarsi. Tra l’altro quest’anno il Centobuchi, all’andata – in panchina c’era ancora Giuseppe De Amicis – si fece raggiungere al 92′.
«Un ricordo che sicuramente scotta ai ragazzi. Ma a parte questo la partita di sabato prossimo sarà importantissima per iniziare una serie positiva. Ci vogliono dei risultati positivi per rafforzare l’autostima della squadra e sistemare la classifica. Spero che la presenza della tv (le telecamere di RaiSport Satellite, nda) ci dia ulteriori stimoli. Prima di tutto però mi auguro di assistere a una partita corretta».
Stando alle indicazioni emerse in settimana il suo Centobuchi si presenterà al Pirani con la stessa formazione che ha battuto la Sangiustese, dunque con uno spregiudicato 4-3-3. Segno che ve la vorrete giocare.
«Certo che sì. Nella situazione in cui ci troviano (quart’ultimo posto, nda) non possiamo permetterci di fare calcoli e giocare per il punto. Faremo la nostra partita, senza presunzione, ma non alzeremo barricate. Chi temo di più del Grottammare? Fanesi». Non fa una grinza.

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