SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con l’aggiudicazione provvisoria dei lavori di escavazione del porto, si otterranno tre risultati. Il primo è la facilitazione dell’ingresso nel porto da parte dei pescherecci, che in alcuni punti rischiano di arenarsi.
Con la sabbia estratta – circa 70 mila metri cubi – si farà il ripascimento del litorale “mangiato” dall’erosione marina e si realizzerà una cassa di colmata a nord del porto, che servirà come prima pietra per il terzo braccio. Chiaramente prima di procedere si faranno analisi sulla sabbia estratta: per il ripascimento se ne impiegheranno 40 mila metri cubi, il resto servirà per la cassa di colmata.
Previsto dal piano regolatore del porto del 1968, il terzo braccio avrà una funzione diversa da quella pensata allora. Non più per i pescherecci, ma per le navi da trasporto di persone e di auto. Non è fattibile il suo uso per imbarcazioni container, perché la città non dispone delle arterie stradali necessarie per il traffico dei Tir.
Ci saranno collegamenti con Croazia e Albania e, intanto, ci si sta già attrezzando con la Capitaneria di Porto per la prima linea di catamarani, che partirà presumibilmente dalla nuova darsena turistica che sarà realizzata una volta conclusa la gara d’appalto.
«La bozza di Prg del porto elaborata dalla passata amministrazione è in uno stato più avanzato rispetto al Prg della città che sta elaborando l’ufficio di piano dell’architetto Zazio – afferma Gaspari – ora bisognerà integrarli».

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