SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Samb si fa male da sola? Da due settimane i rossoblu sono in silenzio stampa “integrale” mentre da domenica prossima al termine della partita, parleranno (come da accordo con l’Unione Stampa Sportiva Italiana) l’allenatore Ugolotti e un giocatore (presumibilmente il capitano). Fin qui le notizie.

Ma la questione è, al contempo, più complicata e più semplice. Perché i calciatori della Samb, che oggi, mercoledì, hanno chiesto e ottenuto un incontro con tutti i giornalisti sportivi di San Benedetto per chiarire le ragioni della loro scelta, generano, al contempo, simpatia e un po’ di tenerezza. Sentimenti non in contrasto in quanto, nel mondo dei lupi che è l’attuale (odioso) mondo calcistico, sentirsi (bonariamente) richiamare da ragazzi di 20 o anche 24 anni ha un che di irreale.
All’incontro erano presenti Landaida, Varriale, Desideri e Consigli, oltre che l’allenatore Ugolotti e il presidente Tormenti.

Le motivazioni del silenzio stampa generalizzato paiono alquanto puerili, e lo diciamo senza alcuna malignità: anzi, rivolgendoci ai tanti giovani e bravi calciatori della Samb (come abbiamo detto loro direttamente stamane), a San Benedetto si sono vissute annate molto più turbolente, sia nei confronti dei giornalisti che nei confronti dei calciatori. Aggiungiamo: se i giovani della Samb vogliono arrivare in alto (molti sono destinati a categorie superiori) devono abituarsi a lavorare sotto pressioni più forti di quella attuale (anche perché la stampa, pur con degli ovvi distinguo, dopo le ovvie critiche iniziali, ha sempre elogiato questo gruppo).

Dunque le recriminazioni del tipo «qualcuno ha scritto che eravamo da play-off per poi descriverci immaturi dopo una sconfitta, nonostante i 30 punti» non possono originare simpatia e tenerezza per l’ingenuità (un valore e non una colpa) di chi lo ha detto. Chiudiamo questa parte del nostro articolo specificando quanto già detto direttamente ad alcuni dei calciatori: il silenzio stampa non è deleterio per i giornalisti ma piuttosto lo è per la stessa squadra, che in caso di situazioni delicate sul campo non ha la possibilità di spiegare il perché di certe decisioni.

Il problema però, a parte un 4 o un 4 e mezzo in pagella assegnato a qualche giocatore perché ha disputato una brutta partita contro la Salernitana (per tanto poco?) sembra risalire, per quanto riguarda la società e mister Ugolotti soprattutto (ma di riflesso anche sui calciatori) a situazioni indipendenti da questa testata per cui, al momento, non abbiamo altro da aggiungere che un consiglio, anche questo già suggerito in mattinata: basta inviare un comunicato di smentita, o rilasciare dichiarazioni, o organizzare una conferenza stampa, per chiarire eventuali equivoci.

Tutto così semplice, tutto così complicato?

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