OFFIDA – Il Bitches Brew Jazz Club ci ha regalato ancora una volta grandi emozioni con il concerto del chitarrista Pat Martino al Teatro Serpente Aureo di Offida, domenica 25 febbraio. All’appuntamento dell’ormai famosa rassegna “Paesaggi Sonori” erano presenti 170 appassionati, che hanno calorosamente applaudito uno dei più grandi musicisti del jazz moderno.

Sicuramente gli sono state trasmesse quelle emozioni che aleggiavano all’interno del bel teatro, contributo notevole a un’atmosfera veramente magica. Anche lui emozionato, benché sempre distinto e composto, ha voluto infatti dedicare il suo secondo bis “Impressions” proprio al pubblico presente, per ringraziarlo del calore dimostrato.

D’altra parte come poteva non ipnotizzare vedere dal palco, come un gioiello prezioso, la sua Gibson a 12 corde che con un’accordatura particolare produceva sonorità scure e dense, tramite i passaggi virtuosi delle sue dita. Si, perché sembravano molte più di dieci, come dei tentacoli di piovra in movimenti parossistici e veloci, ma altre volte calmi e sofisticati, nei brani più soft.

Nato nel 1944 a Philadelphia, Pat Martino ha iniziato a suonare professionalmente giovanissimo nel 1961 ed è stato uno dei più rappresentativi chitarristi jazz degli anni settanta. Ha collaborato con una grande varietà di artisti da Chick Corea a Richard Groove Holmes a Stanley Clark, Woody Herman e molti altri. Ha registrato per importanti etichette musicali come, tra le altre, Vanguard, Prestige, Sony, Evidence, Blue Note e ha tenuto seminari e master nelle università e nei centri musicali di tutto il mondo.

Poi a causa di uno sfortunato evento nel 1980, operato di aneurisma cerebrale, perde quasi completamente la memoria, comprese quelle abilità musicali che aveva raggiunto. Riparte da zero, con i suoi vecchi dischi e il computer, per un recupero che si è rivelato ancora più grande e forte di emozionalità

Pat Martino era abilmente accompagnato da Rick Germanson al piano, Frank Thomas al basso e Vic Stevens alla batteria.

Prossimo appuntamento il 6 marzo al teatro dell’Arancio di Grottammare con Randy Brecker quintet.

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