SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Gli attacchi di Gaspari nei miei confronti sono basati su elementi falsi, la Start è stata ben gestita nei miei tre anni di presidenza». Emidio Camaioni, presidente del consiglio di amministrazione dell’azienda di trasporto pubblico, espone le sue verità sulla partecipata del Comune (che detiene il 27% del pacchetto azionario).
«I nuovi autobus a metano non possono circolare a San Benedetto perché non disponiamo di un distributore a metano. Dall’ottobre 2005 per ben quattro volte abbiamo richiesto al Comune di definire la pratica che ci permetterebbe di attrezzare il nostro autodeposito di via Mamiani. Rischiamo di perdere il contributo della Regione Marche». Camaioni ha mostrato l’ultima lettera indirizzata al sindaco e all’assessore ai Trasporti, datata 8 novembre 2006 e protocollata con il numero 2440, con cui si richiede anche di poter ampliare il deposito per dare spazio a 15 autobus attualmente parcheggiati in via Calatafimi.
«Il bilancio della Start sta bene, c’è un passivo – spiega Camaioni – ma è dovuto all’aumento del prezzo del gasolio, all’acquisto di nuovi autobus e alla nuova normativa che ci impone di pagare i periodi di malattia ai dipendenti, mentre prima lo faceva l’Inail».
Gaspari e il presidente della Provincia Massimo Rossi hanno recentemente invitato Camaioni a farsi da parte, lasciando al nuovo Cda la responsabilità delle scelte aziendali. Nel dettaglio:
COSTITUZIONE NUOVA SOCIETA’ CONSORTILE. Nel dicembre 2005 il Consiglio provinciale ha scelto di affidare il trasporto pubblico extraurbano a una nuova società pubblico-privata. L’iter di affidamento è stato prolungato dal 31 dicembre 2006 al 30 giugno 2007. La Start ha partecipato alla gara insieme con una società consortile e l’ha vinta. «La proroga ha bloccato la nomina del Cda della nuova società – afferma Camaioni – ma io ne avrei fatto parte senza percepire compenso».
NUOVA SOCIETA’ PER LA LINEA ROMA-SAN BENEDETTO. L’assemblea dei soci della Start vuole creare una società che inglobi le due realtà che attualmente gestiscono le tratte verso la capitale, una sulla Salaria e una sull’autostrada. «Da tempo studiavamo di partecipare a questa fusione – spiega Camaioni – ma siamo stati bloccati, rischiando di perdere una importante fetta di mercato».
BANDI PER ASSUMERE NUOVO PERSONALE. Camaioni sostiene che il suo Cda ha indetto un bando a graduatoria aperta, che ha ricevuto 300 domande. «Quando termineranno le prove d’esame avremo già concluso il nostro mandato di amministratori. Quindi non gestiremo le nuove assunzioni».
FUSIONE START RETI E START SPA. Lo scorso ottobre il consiglio comunale di San Benedetto ha dato l’assenso alla fusione fra le due realtà aziendali che si occupano di linee e di impianti. Gaspari sostiene che Camaioni voglia invece tenere in vita i due Cda. «La verità è che noi siamo i primi a volere la fusione, perché la divisione ci costa 60 mila euro l’anno. Ma le defezioni in assemblea dei soci di Gaspari prima e di Celani poi hanno bloccato l’iter».

Camaioni percepisce 1040 euro l’anno per il suo posto di presidente. Gaspari lo accusa di voler creare società nuove con personaggi vecchi. La sua risposta è l’anticipazione del nome del suo successore sulla poltrona della Start: l’ex assessore e consigliere comunale Ds Gabriele Franceschini.

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