Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha respinto le dimissioni di Romano Prodi da presidente del Consiglio e ha rinviato il governo al Parlamento per un voto di fiducia.

«L’accertamento del fatto che il governo disponga di una maggioranza al Senato e alla Camera dovrà avvenire in tempi brevissimi – ha sostenuto Napolitano – così da ristabilire la fiducia in un esecutivo stabile e credibile»,

L’ipotesi è quella d’un voto a metà della prossima settimana che Prodi e i suoi ministri affronteranno sulla base dell’intesa in 12 punti definita giovedì dai partiti della maggioranza e divenuta il testo di riferimento del rinvio dell’esecutivo al Parlamento.

La crisi apertasi mercoledì, quando il governo Prodi non aveva ottenuto per due voti al Senato il quorum necessario ad approvare una risoluzione sulla politica estera, è dunque giunta a una svolta cruciale. Al termine dell’incontro con Napolitano, il presidente del Consiglio ha detto: «Mi presenterò alle Camere per il votodi fiducia nei tempi più rapidi possibili con slancio rinnovato di una coalizione coesa e decisa ad aiutare il Paese in questo difficile passaggio e a spingerlo verso la ripresa economica, che è in atto».
Nel motivare la sua decisione, Napolitano, che ieri sera aveva concluso due giorni di serrate consultazioni, ha detto, parlando ai giornalisti: «E’ apparso chiaro che non vi sia allo stato una concreta alternativa a un rinvio del governo dimissionario in Parlamento per la verifica, attraverso un voto di fiducia, del sostegno anche al Senato della necessaria maggioranza politica».

Era l’unica soluzione, ha aggiunto il presidente, «nonostante il parere contrario, nel merito, dei gruppi di opposizione». Quando Prodi, la sera del 21, gli aveva presentato le dimissioni sue e dell’esecutivo, Napolitano si era riservato la decisione se accettarle o meno.

Il capo dello Stato ha spiegato che i “tempi brevissimi” della verifica della maggioranza parlamentare e politica sono necessari «per consentire un immediato ristabilimento della normalità dell’azione di governo e dell’attività parlamentare di fronte agli impegni europei e internazionali e a pressanti esigenze di intervento e di riforma in campo economico, sociale e istituzionale».

Napolitano ha inoltre espresso «la preoccupazione e l’auspicio che il Paese possa essere stabilmente e credibilmente governato, in un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione, e attraverso un rapporto corretto tra governo e Parlamento». Il presidente ha poi rilevato che le consultazioni gli hanno confermato “la particolare complessità e difficoltà della crisi“.

Per Napolitano le consultazioni hanno fatto emergere un’esigenza largamente condivisa dai leader politici e parlamentari, «quella di una revisione della legge elettorale».

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