Tristanzuoli pali grigi, spettacolare traversa inclinata sulla verticale e luci sfalsate all’estremità dei bracci. Croci latine piegate (!): lampioni modello “Povericristi”. Devotamente apparsi ai primi di giugno in Via XX Settembre e davanti a San Giuseppe, dalla via vennero lestamente espiantati. Mea culpa di qualcuno. Gli altri no, tanto che lo slargo della chiesa oggi lo chiamano Piazza Povericristi (ex Matteotti).

Dopo otto mesi il miracolo: dieci dei lampioni tolti riappaiono in piazza San Giovanni Battista, su due file, accostati a piante e cassonetti. Quanta luce in più (!?). Ma se nell’antica e stretta via degli orefici erano invadenti, giganteschi, sgraziati e stupidi, su questa spianata stile Gaza City li vedi spaesati, disarmati, ridicoli. Infilzati nella distesa d’auto li scambi per antenne, o malinconici spuntoni di bancarella, o stecche storte d’ombrelloni annichiliti dal vento.

Solo in questo appropriati: che per i Poveri Cristi del quartiere – da sempre su questa piazza a massacrarsi le gambe su un asfalto che neanche a Kabul – sono luminosi simboli di martirio.

Anzi a Pasqua, alle monachelle che ci organizzeranno la Via Crucis, si consegnino per tempo anche i due che mancano, per completare le 12 stazioni.

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