CUPRA MARITTIMA – Un’area di circa 30 ettari dove, nell’antichità, sorgeva una città denominata Cupra Maritima, in onore alla Dea che qui veniva venerata. È una grande ricchezza che, nel corso dei secoli, Cupra Marittima (con due “t”, a partire dal 1860) è riuscita a non disperdere e che, soprattutto in questi ultimi anni, si sta cercando di riportare completamente in luce.
«Per la nostra città si tratta di una opportunità enorme» afferma l’assessore alla Cultura Paola Di Girolami. Quello di Cupra è uno dei sette parchi archeologici marchigiani e, grazie ad una serie di interventi già avviati e altri allo studio, l’area che si estende nella zona nord della città (grossomodo da via Santi alla zona della Pieve di San Basso) potrebbe davvero diventare il fiore all’occhiello non solo di Cupra, ma dell’intera Riviera delle Palme.
Il progetto portato avanti dall’assessorato alla cultura è denominato “Arcus”, dal nome della società omonima che, dipendente dal Ministero delle Infrastrutture, si occupa di ripristinare la situazione nelle zone che, a causa dell’attraversamento dell’autostrada, hanno visto compromessa la propria vivibilità.
«Abbiamo cominciato a lavorare per questo progetto due anni e mezzo fa» continua la Di Girolami; un lavoro che, a partire dal progettista Pietro Montenovo dell’Ufficio Lavori Pubblici, ha visto la collaborazione di Maurizio Maria Malatesta, di Patrizia Fortini e di Walter Scotucci dell’Archeoclub.
La prima tranche dei lavori, finanziata integralmente dal ministero, è costata 400 mila euro, mentre nel 2006 è stato stanziato un altro milione di euro.
Nell’antica Cupra Marittima, infatti, vi era un insediamento romano abbastanza vivace, con un foro, un’ara sacrificale, un monumento funerario, un podio capitolino, una basilica (sulla collina, a circa 100 metri di altezza), diversi ninfei, una acropoli, e tante abitazioni e cinte murarie che solo in minima parte, probabilmente, sono al momento riemerse.
Nella prima parte dei lavori (sono state coinvolte anche l’Università di Siena e la società francese Terra Nova) si sono svolti studi geofisici e rilievi topografici, cercando di consolidare i reperti emersi e di effettuare delle introspezioni nel terreno per capire fino a che punto era sviluppata l’antica città romana. Che, a quanto sembra, godeva di una specie di piccolo golfo (probabilmente artificiale) fino alle Mura Mignini: questo edificio della tarda romanità si affacciava dunque sul mare e fungeva come punto dove stoccare le riserve alimentari.
La seconda fase, che, secondo l’ingegner Montenovo non si concluderà prima del prossimo mese di settembre, prevede, secondo le parole della Di Girolami, «interventi di consolidamento e valorizzazione: occorre esaltare i luoghi che saranno oggetto di escavazioni, per portare alla luce tutte le mura dell’antica Cupra, in modo che il Parco Archeologico possa avere un impatto significativo». Bisogna tenere presente comunque che in alcune situazioni si è preferito interrare di nuovo i resti romani per evitare che, a contatto con gli agenti atmosferici e senza un’adeguato consolidamento, finissero per rovinarsi irrimediabilmente.
«Il nostro obiettivo principale» è sempre l’assessore che parla, «è quello di riuscire ad ottenere dei finanziamenti dai Fondi Strutturali 2007-13, perché ci piacerebbe ultimare questi lavori non solo riguardanti il foro romano». Tra le altre idee, ad esempio, il recupero della Pieve San Basso, di epoca romanica-carolingia che «nei nostri sogni vorremmo quale sede del museo romano».
L’intera area del Parco Archeologico è stata acquistata dal Comune di Cupra Marittima, compresi alcuni casolari; uno, in particolare, si trova a ridosso del podio per cui si sta cercando di capire in che modo poter operare: l’edificio, di sicuro interesse architettonico, contrasta però con i resti romani. Qualcuno vuole che sia abbattuto, altri pensano che possa diventare la sede di un museo.
Riguardo il nuovo Polo Scolastico, che dovrà trovare spazio a nord del Parco Archeologico, l’assessore Di Girolami respinge le critiche dell’opposizione: «È abbastanza distante, e inoltre si tratta di una struttura per nulla invasiva, poiché ad un solo piano e, oltretutto, useremo colori e materiali integrati con il luogo».

PROGETTO A14 PARCO ARCHEOLOGICO Una delle idee sicuramente più affascinanti del progetto della societù Arcus è quello di permettere a coloro che sono in transito sull’Autostrada A14 di fermarsi in prossimità del Parco Archeologico e, da qui, scendere dalle vetture e passeggiare all’interno del Parco. L’idea è già stata messa su carta, adesso si tratta solo di realizzarla. Si dovranno realizzare delle aree di sosta dalle quali sarà possibile scendere e ammirare quello che rimane di Cupra Maritima.
Altra idea che dovrebbe essere concretizzata è quella di ricostituire, nella zona del parco, un sistema di essenze arboree di epoca romana, così che ricreare artificialmente il panorama che, da queste parti, si poteva osservare duemila anni fa (si tenga presente che questa iniziativa andrà ad intersecarsi con il Parco Naturalistico della Collina di San Basso).

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