SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Carota e bastone, da parte degli Imprenditori Turistici Balneari sambenedettesi, nei confronti dell’amministrazione comunale. Nel corso di una conferenza stampa, alla quale erano presenti circa 15 associati dell’Itb, sono state esposte le proposte per l’estate 2007, ma sono stati tracciati anche alcuni limiti nel rapporto con il Comune.
«Siamo rimasti molto delusi dalle affermazioni del primo cittadino durante l’incontro che abbiamo avuto in municipio lo scorso 22 gennaio» affermano il presidente Giuseppe Ricci e gli altri concessionari di spiaggia. Che però tendono la mano e chiedono collaborazione per intraprendere una serie di iniziative, alcune molto interessanti.
Ad esempio, per incentivare l’uso dei pannelli fotovoltaici, si propone all’amministrazione comunale di individuare un funzionario che possa agevolare le pratiche per coloro che installeranno i pannelli, oltre che, eventualmente, dare incentivi fiscali (sconti Tarsu) per i “pionieri” dell’iniziativa. Al momento l’Itb sta lavorando a questo progetto assieme all’Enel e ad alcune società specializzate.
Riguardo il Piano di Spiaggia, gli imprenditori turistici affermano che «è meglio intervenire con delle varianti piuttosto che con un laborioso e lungo nuovo Piano». Nel dettaglio, si ritiene doveroso permettere la realizzazione di tettoie e ripari mobili, in modo da agevolare il lavoro anche con il mal tempo e in bassa stagione. Di più: «Bisognerebbe rilasciare delle licenze annuali, in modo che, anche con l’intervento di altri imprenditori, il lungomare possa essere vivo e fruibile per dodici mesi all’anno, e non solo per tre».
Canoni demaniali: gli chalet “storici” (sedici a San Benedetto: sono quelli realizzati in muratura) rischiano di dover subire un aumento del 1250% dell’importo: «Una assurdità» afferma Franco Capriotti, titolare dello chalet “Il bacio dell’onda”. Anche se l’onorevole Lusetti della Margherita, invitato dall’Itb-Federturismo alla Fiera Balnearia di Carrara (25 febbraio – 1° marzo) ha promesso di intervenire per stralciare la norma.
Ma sui rapporti con il Comune non mancano i distinguo: si chiede, innanzitutto, maggiore coinvolgimento: «Vogliamo un tavolo di coordinamento permanente sul turismo, dove, accanto a noi, vi sia il Comune e le altre associazioni commerciali e turistiche cittadine». Questo coordinamento servirà, ad esempio, a garantire la programmazione estiva (eventuale chiusura del lungomare compresa).
Rapporti più tesi, invece, sul tema dei risciò e delle iniziative previste nell’area ex camping: se si contestano le parole di Gaspari circa il divieto di circolazione dei risciò da aprile ad ottobre, si chiede soprattutto maggiore chiarezza su quanto verrebbe realizzato nell’area ex camping: «Non siamo disposti a subire concorrenze sleali, qualora i “si dice” fossero confermati dai fatti».
Cosa lamentano gli imprenditori turistici? L’eventualità che la collaborazione tra Comune e Confesercenti nella zona ex camping (per ora Perazzoli, presidente della Confesercenti, ha confermato a Riviera Oggi che qui si svolgeranno appuntamenti sportivi durante l’intera stagione, con un’arena da duemila posti) possa sfociare nella vendita anche di bibite, panini e degustazioni, fa alzare la pelle alla categoria: «In questo caso siamo disposti a scioperi e serrate clamorose», ribadiscono Ricci e colleghi.

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