SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non è una proposta di secessionismo in stile leghista, ma qualche effetto lo avrà: il Bitches Brew Jazz Club, una delle associazioni culturali più attive della città (e in particolar modo in campo musicale) sta pensando di stringere accordi con la Regione Abruzzo e la Provincia di Teramo. Perché? Il motivo è serissimo: la Regione Marche e in particolar modo l’assessorato alla Cultura dell’assessore Luigi Minardi, sembra non accorgersi di quello che accade, a livello jazzistico (ma, aggiungiamo noi, per molti settori culturali) al di sotto dell’Aso.

È notizia recente, infatti, della nascita del “Marche Jazz Network”, sponsorizzato dalla Regione, che ha coinvolto le associazioni Fano Jazz, Ancona Jazz e Tam (Tutta un’Altra Musica). Sergio Balducci, presidente del Bitches Brew Jazz Club, afferma: «Leggo le parole di Minardi: “Questa è una Regione ricca di talenti. Guai a chi pensa al proprio orticello”. Ma noi non siamo stati assolutamente ascoltati».

Sergio Trevisani del Bitches chiarisce: «Ancona Jazz realizza un festival in alcuni giorni d’inverno e un altro nel periodo estivo; più a nord, c’è il Fano Jazz by the sea, che comprende 5-6 date tra giugno e luglio; il Tam è l’unico che come noi realizza una programmazione prolungata, tra Villa Baruchello e il Teatro delle Api, anche se non sempre a carattere jazzistico».

Il punto però non è tanto quello di una concorrenza tra associazioni, spiegano Balducci e Trevisani, quanto nella disparità di trattamento: le tre associazioni infatti, nel 2006, hanno speso complessivamente 687 mila euro per organizzare i concerti, ottenendo il 40% degli introiti dai biglietti, mentre i contributi pubblici coprono il restante 60%.

«Il Bitches trae soltanto il 20% delle entrate dai contributi» spiega Balducci, che poi va elenca le cifre: «Realizziamo 14-15 concerti all’anno con oltre 10 mila spettatori; in particolare, negli ultimi quattro concerti, con Gino Vannelli, Enrico Rava, Giovanni Allevi e il Patrick Landi Washington Gospel, abbiamo raggiunto le 6 mila presenze».

Balducci continua: «Cosa dobbiamo fare per meritare considerazione? I nostri risultati parlano chiaro: ci sono tanti artisti che sono saliti alla ribalta grazie a noi. Qui invece si penalizza tutto il Piceno, senza motivo». Balducci dà anche delle informazioni interessanti sui soldi spesi per la cultura nelle Marche: «Se per la lirica viene assegnato un milione di euro, sarebbe interessante sapere quanto viene a costare ogni singolo spettatore dello Sferisterio…».

Sempre secondo il presidente del Bitches, otterrebbero dei contributi anche dei soggetti che non hanno la forma associativa ma sono meramente organizzatori di eventi. Il Bitches Brew Jazz Club, che pure ringrazia la vicinanza degli assessori alla Cultura Olimpia Gobbi (Provincia) e Margherita Sorge (San Benedetto), ritiene di non dover in alcun modo “supplicare” l’assessore Minardi: «Sarà lui, stavolta, a venire qui a San Benedetto, se lo riterrà opportuno, per spiegarci le sue intenzioni. Perché, a questo punto, o si tratta di amministratori che non vedono, oppure c’è l’interesse di qualcuno a non fargli vedere la realtà».

Il tema è molto importante, non soltanto nel singolo caso, ma in generale, riguardo i rapporti tra la Riviera e la Regione Marche: lo approfondiremo prossimamente anche su Riviera Oggi.

MODIFICHE Il concerto di Nicola Arigliano è stato rimandato a causa di un malessere del musicista napoletano: verrà recuperato prossimamente. Per quanto riguarda l’appuntamento con Pat Martino, data l’elevata richiesta di biglietti, il Bitches Brew si è affidato alla rete di vendita del Teatro Ventidio Basso. Al Teatro dell’Arancio di Grottammare, invece, il 6 marzo si esibirà il Randy Brecker Quartet con Ada Rovatti.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.459 volte, 1 oggi)