SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In due partite la Samb deve conquistare quattro punti: a San Marino prima, in casa, con il già condannato Giulianova, poi. Un impegno alla portata della squadra di Ugolotti, che poi sarà alle prese con tre trasferte consecutive (recupero di Foggia compreso).
Torniamo, quindi, ad una analisi tattica della squadra, a partire da ciò che non è andato bene domenica scorsa con la Salernitana. «La Samb più sfortunata della stagione», abbiamo titolato, e a ragione. Perché se in difesa si sono concesse quattro occasioni ai campani, è anche vero che la Samb ne ha conquistate qualcuna in più, e ha sfiorato il gol in tre occasioni nei primi venticinque minuti. Con un pizzico di fortuna oggi staremmo a parlare di una Samb quasi salva e lanciata alla rincorsa del gruppone di testa.
Morante, purtroppo, non segna da prima di Natale: non sembra fuori forma e anche domenica scorsa ha avuto delle giocate pregevoli, oltre che dimostrarsi ancora una volta un elemento insostituibile. Forse, però, ha perso un po’ di serenità durante il calciomercato e per la famosa esclusione di Taranto.
Capitolo Olivieri: grande prestazione contro il Lanciano, pessima contro la Salernitana. C’è da dire il ruolo di seconda punta non gli si addice ancora moltissimo: è meglio farlo partire più indietro, lontano dalla difesa, dove, con la sua creatività e i dribbling, è in grado di far ottenere alla Samb la superiorità numerica.
Su Visone, oramai, siamo tutti d’accordo: se nel girone di andata farlo giocare all’esterno sinistro ci poteva stare (l’unica alternativa era Della Rocca, ma ha sempre giocato male), adesso al suo posto può giocare Simonetta (più attaccante) o Grillo (più terzino). Visone, dunque, va spostato in mezzo. Dove potrebbe far coppia fissa con Loviso. Quest’ultimo, però, viene sostituito una partita sì e una partita no: perché’ Nell’ultima occasione Ugolotti ha affermato che aveva visto Giorgino «molto pimpante in settimana, mi serviva più aggressività in mezzo al campo». Giorgino è stato sì aggressivo, ma c’era bisogno di togliere il miglior calciatore della Samb, almeno potenzialmente?
Per il resto, il punto dolente restano le due fasce laterali: Tinazzi e Varriale raramente si sono dimostrati superiori ai diretti avversari, e, specialmente Varriale, è andato spesso in difficoltà con esterni tecnici e molto veloci. Sestu è l’ultimo caso.
E allora d’accordo a non voler sfasciare il gruppo, ma anche Grillo, per quel poco che si è visto contro il Lanciano, a questo punto meriterebbe una chance. Come, del resto, Zammuto.
Se poi queste semplici analisi tecniche possono essere lette da qualcuno come “critiche impronunciabili” per il bene della Samb, beh, non sapremmo di cosa pentirci.

RICORSO La società intanto ha inviato alla Commissione Disciplinare un ricorso in seguito alla decisione del Giudice Sportivo di comminare due giornate di squalifica al difensore Fabio Tinazzi.
ALLENAMENTO Landaida, Olivieri e Visone sono rientrati nel gruppo, mentre Carlini e Simonetta si sono allenati a parte. Per quest’ultimo, l’ecografia alla quale s’è sottoposto ha evidenziato il persistere di una fastidiosa contrattura.

TORMENTI AL FAZZINI-MERCANTINI Il presidente della Samb Gianni Tormenti si è recato nella mattinata di mercoledì nella sede di Grottammare dell’istituto “Fazzini-Mercantini”. Tormenti è stato invitato dai dirigenti della scuola dopo gli spiacevoli fatti di Catania, al fine di permettere di educare ai giovani a vivere la pratica calcistica in maniera sportiva e non fanatica; il titolo dell’incontro in programma, infatti, era “La prima emergenza è l’educazione“.
Gli studenti, circa cinquanta, hanno accolto con calore il presidente rossoblu: molti di loro sono tifosi che frequentano abitualmente la curva nord “Massimo Cioffi”.
«Il calcio è uno svago, non può trasformarsi in una sommossa» ha affermato Tormenti, «gli ultras ora, a ragione o torto, devono dimostrare che non sono delinquenti per poi cercare un dialogo con le istituzioni. Le curve dovrebbero sapersi autogestire allontanando chi può commettere dei reati o chi, magari, ha bevuto troppo prima di entrare allo stadio».

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