SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel pomeriggio di domenica 11 febbraio alcuni cittadini della zona Sentina segnalavano la presenza di un forte inquinamento nel fosso collettore vicino al campo sportivo “Ciarrocchi”. Nelle acque del canale si notavano a occhio nudo residui di idrocarburi e sostanze oleose, oltre che carogne di animali.
Nei giorni successivi l’inquinamento nel fosso è anche aumentato, allarmando sempre di più i residenti e il presidente della Riserva Sentina Pietro D’Angelo.
Oggi 14 febbraio non sono ancora stati individuati i responsabili dell’inquinamento, tuttora visibile a occhio nudo. «La situazione è insostenibile, bisogna senz’altro individuare i responsabili di questi scarichi, che oltre a infestare un’area protetta sono anche pericolosi per la salute pubblica».
D’Angelo ha appena presentato un esposto contro ignoti per inquinamento da idrocarburi, indirizzato alla Procura della Repubblica di Ascoli, al comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza.
Per quanto riguarda i passi avanti della giovane Riserva naturale, D’Angelo rende noto che sono stati erogati i fondi promessi dalla Regione Marche (206 mila euro, si tratta della seconda tranche dei 412 mila euro totali) con i quali si potrà fare fronte alle spese di gestione. Il primo intervento da compiere nell’area protetta riguarda lo smantellamento delle due vecchie condotte fognarie nel tratto nord del litorale. L’arenile sarà anche bonificato dai resti della vecchia pompa di sollevamento e (finalmente) saranno rimosse le ferraglie arrugginite che spuntano fuori dalla sabbia, rischiando costantemente di rovinare piedi e passeggiate nell’oasi naturalistica della Riviera.

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