MONTEPRANDONE – Il calcio sa essere strano. Prima ti dà e poi ti toglie. Nel 2005 Sestilio Marocchi, dopo sette campionati alla guida del Centobuchi e, soprattutto, un doppio salto dalla Prima Categoria all’Eccellenza, passò la mano a un suo giocatore, Giuseppe De Amicis.
Nemmeno due stagioni dopo, in mezzo la storica promozione in serie D, lo stesso De Amicis riconsegna il testimone al “maestro”. C’è da risollevarsi da una posizione di classifica difficile, ma non drammatica.
Marocchi nel pomeriggio ha diretto il primo allenamento (assenti Simoni, per problemi alla schiena, e Guido Galli, uscito malconcio, un’ematona al ginocchio destro, dalla sfida contro la Nuova Avezzano), tenendo a rapporto la squadra subito prima di dare il là alla seduta di lavoro.
CONFRONTO NEL CHIUSO DEGLI SPOGLIATOI Lo stesso avevano fatto il direttore sportivo Gabriele Menzietti e il presidente Claudio Marocchi, nel chiuso degli spogliatoio però. Una decina di minuti di colloquio per mettere la squadra di fronte alle proprie responsabilità.
Al termine del confronto il numero uno del sodalizio biancoceleste, scuro in volto, è parso molto dispiaciuto per la situazione venutasi a creare. Del resto Claudio Marocchi finora, dacchè veste i panni di presidente, non era mai ricorso all’esonero e il feeling con De Amicis – a proposito, il tecnico abruzzese, prima dell’allenamento, è passato a salutare i suoi ex giocatori – era ottimo. Ma tant’è. Nel calcio il primo a pagare è sempre l’allenatore.
NUOVO SECONDO Cambia anche il vice: via Francesco Ilari, gli subentra Giuliano Filipponi, promosso dalla Juniores nazionale biancoceleste, formazione che è stata affidata a Marcello Pavoni, ex allenatore delle giovanili dell’Ascoli.
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