SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Meno di tremila anime al Riviera delle Palme per Samb-Salernitana. A proposito: siamo sicuri che c’erano proprio tutti i 1.540 abbonati? Sia come sia, il dato più basso dell’attuale stagione è venuto, crediamo non a caso, nella domenica che ha segnato la ripresa dei campionati dopo il dramma di Catania. E il carnevale sambenedettese, quasi in contemporanea? Può avere inciso? Non scherziamo.
Una tristezza girare lo sguardo verso la Sud, abitata, si fa per dire, da una quarantina di sostenitori ospiti. Nel corso dei 90′ sono rimasti muti e, soprattutto, comodamente seduti. Speriamo che le trasferte del “nuovo corso” (chissà) del pallone italiano, non siano tutte come quelle della tifoseria che negli anni Novanta sapeva sbalordire per numeri e passione.
Considerazione: se anche in serie C – fatto salvo il Curi di Perugia, rimasto a porte chiuse per il niet giunto in settimana dall’Osservatorio del Viminale, che ha ritenuto non agibile l’impianto umbro – poco o niente pare essere cambiato, il clima pesante nei confronti del mondo ultras si è fatto sentire. Quasi impercettibile, ma si è intuito.
Prima del via, come previsto, l’arbitro ha fatto osservare un minuto di raccoglimento in memoria delle ultime due vittime del mondo del calcio, il dirigente Ermanno Licursi e l’ispettore di Polizia Filippo Raciti. Niente spalle girate o fischi di disapprovazione, anzi, sono arrivati applausi convinti dalla Sud. Uno striscione polemico invece da parte della Cioffi. Poi una partita del tifo a senso unico, coi padroni di casa non numerosissimi ma comunque encomiabili per colore e costanza nel sostegno della causa, a dispetto del risultato. Di fumogeni e petardi nemmeno l’ombra.
I tifosi del Riviera insomma, nella domenica più difficile del calcio italiano, la loro parte l’hanno fatta. Meno i protagonisti sul campo. L’arbitro ha fatto (e non ce n’era bisogno) il protagonista; i giocatori campani gli attori, cadendo di continuo, come se qualcuno avesse loro sparato. Poco edificante pure il comportamento dei giocatori di casa, sciocchi a cadere nelle provocazioni granata. Alla fine per poco non ci scappava la rissa.
Da ultimo ci sentiamo di non condividere, almeno in questo particolare momento, il commento post-partita, esacerbato, del presidente Tormenti. Domanda: la Samb ha perso per colpa dell’arbitro? Nel complesso ci pare di no. E allora che senso ha rilasciare dichiarazioni al vetriolo come quelle che abbiamo ascoltato negli spogliatoi? Se davvero vogliamo aiutare questo calcio malato l’esempio migliore deve prima venire dagli stessi addetti ai lavori, i quali hanno il dovere di responsabilizzarsi quanto e più dei tifosi.
Probabilmente quello del patron rossoblu è stato un “peccato” dettato dall’inesperienza e dall’amarezza per la sconfitta.

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