SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Rivolteremo l’Ospedale di San Benedetto come un calzino per il bene di tutta la comunità». Mentre la politica regionale annuncia benefici economici per la sanità sambenedettese e la politica locale si accapiglia per interpretare l’esatta portata di queste concessioni, Cittadinanzattiva riporta l’attenzione sulle necessità reali del cittadino/utente. «Non ci appassionano i calcoli che leggiamo sulla stampa anche perchè la gabbia delle operazioni dimentica la cura del “prodotto” finale: l’ammalato».
Secondo il movimento di partecipazione civica il problema principale del “Madonna del Soccorso” era e rimane la carenza di personale: «Vi sono reparti dove di notte c’è un solo infermiere mentre in altri reparti gli infermieri sono due o tre; un numero maggiore, ma sempre insufficiente e si constatano evidenti e oggettive difficoltà operative. La risultante è che la soddisfazione dei bisogni dell’ammalato non viene assolta in pieno. In alcuni reparti o servizi c’è il corri corri, in altri invece si riesce con difficoltà a guardare in faccia all’ammalato».
L’assistenza ai pazienti, si legge nella nota, si deve tradurre in una migliore assistenza diretta da parte di infermieri e Oss e in una maggiora attenzione verso coloro che si rivolgono alla struttura ospedaliera e ai poli sanitari territoriali.
La trasparenza delle prestazioni va ottenuta mediante la diffusione generalizzata della Carta dei Servizi, che deve verificare la rispondenza fra prestazioni erogate e bisogni assistenziali.
«Inizieremo un cammino concreto ed efficace sino alla risoluzione dei problemi che mano a mano incontreremo, con il preciso compito di verificare come l’assistenza viene erogata. Non ci sarà spazio per le parole: parleremo solo attraverso fatti concreti».

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