SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da giorni Giovanni Gaspari si sta attivando presso la Regione Marche e la Protezione Civile per programmare la ripartizione dei costi del recupero delle tre salme dal relitto del Rita Evelin, il peschereccio affondato il 26 ottobre 2006 in acque internazionali all’altezza di Porto San Giorgio.
I costi dell’operazione ammontano a 770 mila euro, fra il noleggio del pontone AD3 della ditta Ilma di Ancona e il compenso per l’equipe di palombari della Rana Lavori Subacquei di Marina di Ravenna.
Va ricordato che cinque giorni dopo la tragedia (il 31 ottobre) la procura della Repubblica di Fermo ordinò il recupero del relitto del motopesca e con esso anche il recupero delle salme di Francesco Annibali, Ounis Gasmi e Luigi Luchetti.
Nell’ordinanza, il pubblico ministero Piero Baschieri, considerato che (…) l’operazione appariva tecnicamente possibile e già in altre consimili occasioni concretamente effettuata (…), delegò la Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto «a procedere al recupero del natante concedendosi ampia libertà di valutazione in merito alla scelta delle ditte private specializzate ed ai metodi di recupero del medesimo».
Da questa disposizione si può desumere che il costo del recupero va considerato – per usare un termine forense – “spesa di giustizia”.
Pertanto, in base a questa considerazione, non è da escludere che l’onere dell’elevato costo potrebbe essere considerato a carico anche del ministero della Giustizia.
Intanto, mercoledì 7 febbraio il sindaco Giovanni Gaspari ha appreso che il responsabile regionale della Protezione Civile, Roberto Oreficini, è in contatto con uno dei cinque sottosegretari alla Giustizia, con il quale nei prossimi giorni dovrebbe avere un incontro a Roma. «Troveremo la strada, sono fiducioso», ha affermato il sindaco di San Benedetto del Tronto.

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