Il volto di Maeve Brennan ci guarda, dalla copertina del libro, con aria sdegnosa, con uno sguardo inquieto e pensoso che, anche dalle descrizioni riportate nell’introduzione, sembra rispecchiare il suo carattere.

In alcune lettere indirizzate al suo editor, Maeve Brennan scrive: «Tutto ciò che dobbiamo affrontare nel futuro è ciò che è accaduto in passato». E’ insopportabile e l’esperienza non può insegnare alcuna lezione. È come se l’onestà di questa donna inquieta non le permettesse di scendere a compromessi, e da qui una visione assolutamente disincantata e cruda dei rapporti umani. I sei racconti che compongono questo libro vedono protagonisti due coppie e sono quasi tutti incentrati sul rapporto che lega moglie e marito, analizzato spietatamente, regalandoci descrizioni quasi cliniche dei processi mentali dei personaggi. L’autrice intesse una rete di parole che scandagliano ed analizzano i sentimenti ed i comportamenti.

Un piccolo gesto, apparentemente innocuo e senza importanza, si rivela essenziale per comprendere ogni cosa e lasciarci inermi di fronte a verità sgradevoli, che rendono i suoi personaggi terribilmente reali, con le loro debolezze, i loro gesti meschini, il rancore, il disamore o il troppo amore, il dolore per la perdita che sembra insopportabile, la paura e le ossessioni.

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