SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Parco Marino del Piceno in via di istituzione e la giovane Riserva della Sentina saranno il fiore all’occhiello della promozione del territorio che verrà proposta nel corso della prossima Bit (Borsa Internazionale del Turismo), che si terrà presso la Fiera di Milano dal 22 al 25 febbraio 2007. Lo ha assicurato Marco Calvaresi, presidente del Consorzio turistico Riviera delle Palme.
L’istituto di ricerca Asteria ha invece richiamato l’attenzione sulle possibilità di turismo legate alla pesca sportiva, allo snorkeling e al diving, presentando i risultati conclusivi di uno studio sulla popolazione ittica delle scogliere finanziato dalla Fondazione Carisap.
Secondo un consulente della ricerca, il veterinario Michelangelo Tardioli, le barriere frangiflutti si sono rivelate un mezzo di salvaguardia della biodiversità e possono favorire il ripopolamento e l’incremento degli stock ittici. Oltre che rappresentare veri siti turistici subacquei.
In questo senso ha proposto di verificare la possibilità di disporre una serie di barriere sommerse vicino alla costa, ovviamente senza interferire con le linee di navigazione.
Come ha fatto però notare il presidente della Riserva Sentina Pietro D’Angelo, in futuro bisognerà studiare a fondo i meccanismi alla radice della proliferazione delle alghe, definita una “spada di Damocle sulla salute del nostro mare”. Bisognerà anche capire quale zonizzazione sarà decisa per il tratto di mare di fronte alla Sentina: in caso di messa sotto tutela integrale sarà impossibile realizzare le scogliere e si dovrà cercare una soluzione alternativa contro l’erosione.
L’equipe della ricercatrice Daniela Zanzi ha preso in esame le barriere frangiflutti da San Benedetto a Pedaso, coadiuvata dalle riprese subacquee del Nucleo Sommozzatori della Capitaneria di Porto. Lo studio ha seguito l’adattamento delle specie ittiche durante le diverse stagioni (clicca qui), studiando anche la loro catena alimentare e quindi il fitoplancton e lo zooplancton. Dalla ricerca è emerso che le scogliere limitano la dispersione dei nutrienti essenziali.
Le specie sottomarine presenti nel tratto di mare analizzato sono 28: cinque tipologie di crostacei (gamberetto maggiore, favello, granseola, mazzancolla o gamberone e canocchia), due di molluschi (seppia mediterranea e polpo), ventuno tipologie di pesci (razza, anguilla, grongo, aguglia, sciarrano, spigola o branzino, leccia, suro o sugarello, triglia, orata, boga, sarago sparagliene, mormora, occhiata, salpa, tracina o ragno, sgombro, cefalo comune o muggine, cefalo dorato, gallinella o cappone, sogliola).

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