SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dalle ore 19 del 6 febbraio fino alle ore 7 di venerdì 9 febbraio c’è lo sciopero nazionale dei benzinai, che protestano contro le norme proposte dal ministro dello Sviluppo Economico Bersani al Parlamento, che se saranno approvate liberalizzerebbero la vendita di benzina e gasolio.
Fin da ieri 5 febbraio in molti distributori cittadini si sono verificate file di automobilisti. «Molti credevano che lo sciopero iniziasse un giorno prima», ci dice Giovanni Tavoletti, gestore di una stazione di servizio sulla ss16 di Porto d’Ascoli.
Ricordiamo che non si potrà usufruire neanche dei distributori self service, mentre sulle autostrade lo sciopero durerà dalle 22 del 6 alle 22 di giovedì 8 febbraio.
«Si creerà un disagio? Del resto lo scopo di uno sciopero è quello di attirare l’attenzione – ci dice Tavoletti – e comunque la nostra categoria aveva manifestato da tempo l’intenzione di protestare». Quali sono i principali punti di disaccordo con la riforma Bersani? «Vogliono far passare il messaggio che liberalizzare significa abbattere i prezzi per i consumatori, quando invece aumentare i punti di distribuzione influirà sull’aumento dei costi di trasporto. Credo che la grande distribuzione debba pensare a vendere ciò che ha venduto finora, a ognuno il suo mestiere».
Ettore Silvestri afferma di sentirsi defraudato da questa riforma, che va ad avvantaggiare i centri commerciali che possono già contare sui vantaggi delle economie di scala. «Non sono contro le liberalizzazioni a prescindere, ma la nostra categoria è già tartassata dagli aumenti di prezzo decisi dalle compagnie petrolifere. Secondo me lo Stato non ci guadagnerà, tantomeno i consumatori. Noi gestori saremmo felici quanto loro se il prezzo del carburante scendesse, visto che la nostra percentuale di guadagno non cambia perché si aggirerebbe sempre intorno al 3%».
Luciano e Alessandro Merli sono sulla stessa linea, sostenendo che se aumenteranno i punti di distribuzione l prezzI per i cittadini rimarranno presumibilmente uguali. «Il disagio provocato da questo sciopero non è grande per gli automobilisti, che conoscono il loro consumo abituale e si premuniscono prima senza problemi. Certo, negli ultimi giorni abbiamo visto molte file nei nostri distributori».
Nelle Marche, secondo un’indagine condotta dalla Cgia (associazioni di artigiani e piccole imprese) di Mestre e rielaborata dall’Agenzia giornalistica “Dalla A alla V” il numero di distributori in più rispetto alla media europea è pari al 32,3%, mentre a livello nazionale c’è un’eccedenza media del 20,5%.
Nelle nostra regione ci sono 691 distributori, le auto in circolazione sono 934.940 mentre il numero di autovetture per abitante è pari a 1.353.

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