ROMA – Come era stato già annunciato nei giorni scorsi, il Consiglio di Presidenza della Lega Nazionale Dilettanti ha approvato l’iniziativa di una raccolta di fondi tra le società dilettanti a favore delle famiglie di Ermanno Licursi, il dirigente della Sammartinese ucciso su un campo di calcio lo scorso 27 gennaio, e di Filippo Raciti, l’ispettore di polizia ucciso a Catania nel corso degli scontri avvenuti fuori lo stadio “Massimino” venerdì scorso.
Un atto concreto, quello della LND, che nei prossimi giorni definirà i dettagli e le modalità dell’intervento, che sarà naturalmente aperto anche a contribuzioni esterne (www.lnd.it).
«E’ un fondo che parte dal calcio di base – ha ripetuto ieri al termine del Consiglio il presidente Tavecchio – e dai suoi protagonisti, le società intese come dirigenti, calciatori e allenatori, per dare un segnale ancor più forte a tutto il calcio italiano, che può ritrovare, anche attraverso questo impegno, la strada del rinnovamento dei suoi valori».
Già lo scorso week end, il presidente Tavecchio aveva annunciato questa sottoscrizione pubblica del mondo dilettantistico (nel dicembre 2005 la LND versò oltre 500.000 euro per le popolazioni colpite dallo tsunami coinvolgendo tutte le sue società ndr), facendo notare come le prime raccolte di fondi partite a favore della famiglia dell’ispettore Raciti avevano dimenticato il dirigente sportivo Ermanno Licursi, «morto la settimana prima in campo nel corso della sua attività di volontariato».
Il segnale della LND è quello di mettere sullo stesso piano due vittime del calcio, Licursi e Raciti, che negli ultimi giorni sono state considerate in maniera differente, nonostante li unisse una tragedia assurda avvenuta dentro e fuori un impianto sportivo. «Non si può pensare a morti di Serie A e morti di 3a Categoria», ha ripetuto Tavecchio, che ha voluto ribadire come anche il calcio dilettantistico si debba impegnare «per ricostruire una morale sportiva e per tornare a comportamenti civili».

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