MACERATA – Lube Macerata, un esempio da seguire. Nel volley e non solo. Che una società, reduce, non scordiamocelo, dallo storico (primo) successo tricolore, abbia il coraggio di prolungare il contratto, peraltro fino al 2010, a un allenatore, Ferdinando De Giorgi, che quest’anno si ritrova impelagato in zona play out, non è cosa di tutti i giorni. E soprattutto sconfina dal tracciato prettamente pallavolistico per investire lo sport a 360°.
Ad avercene di esempi come quello partorito dal sodalizio biancorosso, che nel recente passato era stato tacciato, a ragione, come club poco tenero nei confronti degli allenatori. Perchè? Chiedete al tecnico argentino Raul Lozano, allontanato (gli subentrò Mauro Berruto, artefice poi della vittoria in Coppa Cev), stagione 2004-05, a metà campionato, col sestetto maceratese in cima alla graduatoria. Mettiamola così: la conferma di De Giorgi, ufficializzata peraltro subito dopo l’ennesima sconfitta, in casa della Cimone Modena, contribuisce a espiare quel “peccato”.
La Lube, sia come sia, ha scritto una bella pagina di sport regionale – i ragazzi di De Giorgi, a prescindere dai risultati piuttosto deludenti ottenuti finora (fatti salvi, ovvio, gli ottavi di finale dell’European Champions League; a proposito: si giocherà martedì prossimo, a Osimo, il match di andata contro il Panathinaikos Atene) rappresentano comunque l’espressione più alta della pallavolo marchigiana – e nazionale.
In un mondo come quello sportivo che ingurgita, a tutti i livelli e con ritmi impressionanti, allenatori e giocatori, un siffatto segnale di contro-tendenza è utile a stemperare le animosità che albergano, da sempre, su parquet, campi di calcio (ogni riferimento alla morte dell’ispettore Raciti non è puramente casuale) e qualsiasi altro perimetro adibito alla pratica sportiva. Accodarsi, please.

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