SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ho dato mandato agli operai del Comune di cancellare dai muri della città tutte quelle scritte che hanno contenuti infamanti verso le forze dell’ordine». Giovanni Gaspari, dopo aver rivolto un messaggio di solidarietà al dirigente del Commissariato Fischetto, sceglie la linea dura e accetta l’aiuto del consigliere Udc Marco Lorenzetti, che già nel consiglio comunale precedente ai fatti di Catania aveva sollevato il problema dell’emergenza criminalità e delle scritte sui muri inneggianti alla violenza. Lorenzetti ha infatti fornito al sindaco le foto di tutte i messaggi murari di questo genere presenti sulle mura della città.
A quanto ci risulta, in città non sono apparse scritte in seguito alla morte di Filippo Raciti, come invece è avvenuto a Livorno, Piacenza e in altre località dello stivale.
Per quanto riguarda l’agibilità del “Riviera delle palme”, come noto il decreto Pisanu esenta gli stadi con capienza sotto i 10 mila spettatori ad adeguarsi alle norme sui tornelli all’entrata e sugli steward.
«Vogliamo essere chiari con la città – dice Gaspari – se le normative verranno inasprite e lo stadio dovrà subire un intervento importante, il Comune non è in grado di pagare milioni di euro. Dovremmo chiedere una compartecipazione alla Sambenedettese. Si tratta di spese consistenti, basti pensare che recentemente sono stati spesi 70 mila euro per permettere di far disputare le partite in notturna».

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