SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Anche in campo artistico si prova a riflettere sui gravissimi fatti di Catania, che con lo sport hanno ben poco a che fare. L’iniziativa parte da Carlo Gentili, pittore grottammarese che rilancia la sfida al comune di San Benedetto del Tronto per eliminare scritte volgari, di razzismo, e di violenza dai muri della città. In cambio alla città verrà donata una sua opera, “un cavallo alato”, simbolo della lotta al razzismo.

Secondo l’artista marchigiano «La radice della violenza calcistica che imperversa negli stadi italiani si annida anche nelle intollerabili scritte razziste, violente, infamatorie che campeggiano nei muri delle nostre città. Messaggi volgari che l’Amministrazione tollera consentendo il veicolare di idee e concetti incredibilmente violenti, specie nel campo calcistico, e che le diverse tifoserie si “scagliano” addosso utilizzando i muri della collettività».

Gentili, i cui lavori figurano in collezioni private, oltre che in Italia anche in Grecia, Inghilterra, e America, non è nuovo a iniziative di questo genere: nel 2006 propose un’idea analoga a cui aderì il comune di Cupra Marittima.

«Dopo quanto accaduto a Catania» continua l’artista, «se l’amministrazione cittadina raccogliesse questa sorta di sfida culturale, potrebbe essere la prima città a prendere decisioni importanti dopo gli scontri. In cambio il Comune che contemplerà attraverso un atto ufficiale l’eliminazione o la lotta mirata contro le scritte razziste presenti nei muri del proprio territorio riceverebbe “un cavallo alato contro il razzismo».

 

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