GROTTAMMARE – Graziella Leti a conoscono tutti, a Grottammare. Aveva un negozio di frutta e verdura in centro, vicino al cinema Sibilla, e lavorava all’ospedale del Paese Alto. Si è trasferita qui nel 1964 da Fermo, quando l’ospedale civile di Grottammare, dopo anni di chiusura, venne preso in gestione dal dottor Astorri di Fermo, come succursale della clinica privata Villa Verde.

Com’era Grottammare quarant’anni fa?
«Era davvero la Perla dell’Adriatico, così bella che venivano in vacanza molti personaggi. Celentano, ad esempio, voleva comprare casa, ma poi non gliel’hanno concessa. Qui veniva anche Edilio Tarantini, l’annunciatore che lesse il primo telegiornale; ma anche Rita Pavone, che faceva spesa nel mio negozio. Poi c’era Raffaella Carrà, che era ospite di Romolo Siena – pioniere della televisione italiana, autore di molti programmi e varietà come “Lascia e raddoppia“, “Partitissima“, “Canzonissima“- , che abitava qui. E quando serviva, andavo a fare le punture a questi personaggi. Ora Grottammare è comunque bella, ma non come prima. È anche l’ambiente diverso, è molto più rumorosa, ad esempio, soprattutto qui in centro. E più sporca. I nomi dei personaggi famosi in vacanza qui si sentono molto meno».

Prima era una città più pulita?
«Certo. Di questo non si può dare colpa all’amministrazione: siamo noi cittadini che non abbiamo a cuore il nostro paese. C’è chi butta una carta per terra, nonostante siano stati messi molti cestini nuovi. Chi porta il cane a spasso e non toglie via lo sporco che fa per strada; dovrebbe essere fatto per vivere civile, non solo perché ci sono delle leggi. Inoltre ricordo che anni fa a primavera il lungomare di Grottammare, oltre alle bellissime palme, era anche pieno di tantissimi fiori colorati: vedevi il giardiniere comunale che li piantava, li curava. Adesso spesso le aiuole diventano bagni per i cani o cestini per le immondizie».

Cos’altro c’è di diverso, rispetto a prima?
«Molte cose: prima c’erano anche quattro cinema. Uno era il Sibilla, che ora per fortuna riapriranno. Poi ce n’era uno anche in centro, nel palazzo dove ora c’è la tabaccheria Franz e il negozio Smile Due. Il proprietario, Franco, era il padrone della tabaccheria e si entrava da dove ora c’è la vetrina. Non era magari di lusso, c’erano dei panchetti di legno, ma era un momento di aggregazione. Poi un altro cinema era vicino ai giardinetti ed un altro era all’aperto, sotto ad una villa».

E cosa invece non è cambiato?
«Non è cambiata l’aria che si respira. La prima cosa che mi ha colpito venendo qui a Grottammare è stata la cordialità, l’accoglienza. Le persone sono sempre molto gentili e ben educate, ti fanno sentire a casa».

Qui a Grottammare la conoscono tutti…
«Si è vero: molti mi fermano e mi dicono “Ti ricordi, tanti anni fa… Mi facevi le punture” oppure “Quando ero ricoverato all’ospedale…”. Ma ho visto talmente tanta gente che non posso ricordarmi di tutti!».

Il più bel ricordo legato a Grottammare?
«All’ospedale ho conosciuto mio marito! Lui doveva operarsi, era in corsia che aspettava. Lo accolsi e lo feci stendere sul lettino. Il giorno dopo mi fece la dichiarazione e dopo pochi mesi ci sposammo! Ora sono 45 anni che siamo sposati ed ho due figli meravigliosi, onesti ed educati. Ed una nipotina bellissima e molto intelligente. Quando ci si vuole bene, quando si riesce ad amare – ed anche ad aiutare chi soffre – si sta meglio con se stessi ed anche con gli altri».

Lei è anche una figurante del Presepe Vivente, come è stata questa esperienza?
«Sicuramente splendida. Io purtroppo – come gli altri figuranti del resto – non ho visto niente del presepe: se si è lì non si riesce ad andare in giro. Comunque è stata una esperienza bellissima da vivere. Dovrebbero riproporla anche d’estate, non dico così in grande, anche più piccolina. Ad esempio in quella bella Piazza nuova del Kursaal, mettere dei banchetti, anche solo per far vedere come ci si vestiva in antico, i lavori manuali che si facevano, come si fa una forma di formaggio, come si costruiscono le reti da pesca, la lavorazione del legno».

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