SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Dopo questo ultimo rapporto sul progressivo cambio climatico del pianeta, deve passare il messaggio che cambiare i nostri comportamenti non è un più solo un optional, ma un obbligo imprescindibile». L’assessore all’Ambiente Paolo Canducci richiama l’attenzione sugli inquietanti contenuti del rapporto scientifico presentato a Parigi dall’Ipcc, la Commissione Intergovernativa sui Cambiamenti Climatici creata dall’Onu nel 1988.

(Lucido e molto esplicativo è l’articolo pubblicato su La stampa.it a firma di Barbara Spinelli, che consigliamo di leggere: clicca qui)
Le previsioni ci dicono che entro il 2020 ci potrà essere un innalzamento globale del livello delle acque provocato dallo scioglimento dei ghiacciai. Nel nord Adriatico ci potrebbe essere un innalzamento di ben 70 centimetri.
«A livello locale possiamo usare accorgimenti per cambiare il nostro stile di uso delle energie – spiega Canducci – impiegando lampadine a basso consumo, spegnendo gli elettrodomestici e i computer quando non servono, programmando lavatrici e lavastoviglie a carico pieno e a basse temperature, regolando i termosifoni sui 19/20 gradi».
Per sensibilizzare le nuove generazioni, il Comune intensificherà l’educazione ambientale e al risparmio energetico nelle scuole, portando avanti il progetto Eco-school.
Se a livello di singolo cittadino si può modificare il proprio stile di consumo energetico, a livello politico-istituzionale ci vorrà una forte azione parallela per ridurre le emissioni inquinanti e la dipendenza dal petrolio e dai combustibili fossili.
«Il nostro Comune ha firmato un protocollo d’intesa con la Provincia di Ascoli – risponde Canducci – che porterà alla nascita di una innovativa filiera agroenergetica. Molti terreni potranno essere convertiti per la coltivazione di girasoli e biomasse combustibili, ma abolendo l’uso di concimi di origine chimica che alla lunga provoca un disequilibrio negativo del bilancio energetico totale. Questo vuol dire che per produrre questi concimi si usano più fonti non rinnovabili di quante se ne risparmiano producendo energia dalle biomasse».
I concimi dovranno quindi ssere sostituiti da compost di qualità, prodotto dalla decomposizione dei rifiuti di origine organica, che la Provincia fornirà all’agricoltore.
Come usare queste biomasse? Meglio impianti energetici grandi oppure piccoli, se non addirittura di quartiere o condominiali? «Ci vorranno impianti piccoli, teniamo presente che per produrre il compost disponiamo di un macchinario apposito presso la discarica di Ascoli. La centrale delle Picenambiente Energia Spa avrebbe usato gas metano ed è stata bocciata dalla Finanziaria, che vincola l’elargizione di Certificati Verdi all’uso di fonti rinnovabili».
Canducci fa una proposta per la prossima estate: «Cerchiamo di rendere a impatto zero manifestazioni che consumano tanta energia, come i concerti o la Notte Bianca. Propongo ai commercianti di calcolare le emissioni energetiche e di acquistare come compensazione un appezzamento di foresta, per salvarla dall’abbattimento».

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