SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il comitato tecnico dell’Autorità di Bacino del Tronto ha approvato la proposta di riperimetrazione delle zone a rischio di esondazione. L’area fra il Palacongressi e il fosso collettore della Sentina sarà classificata come E2, cioè come una zona a basso rischio di esondazione.
In questi due chilometri quadrati cadranno tutti i vincoli edilizi imposti dal Piano di assetto idrogeologico (Pai) del 2005, che impedivano non solo le nuove edificazioni ma anche gli ampliamenti, le sopraelevazioni e la realizzazione di scantinati.
Per le casse del Comune si tratta di una boccata di ossigeno, visto che verrà recuperato più di un milione di euro di entrate annue derivanti dagli oneri di urbanizzazione (legge Bucalossi).
«Dal luglio 2005 il nostro Comune è rimasto indietro rispetto ai Comuni vicini, che hanno subito presentato osservazioni tecniche e relazioni. Ora grazie al nostro lavoro permettiamo all’edilizia di Porto d’Ascoli di uscire dalla stasi, con beneficio di tutta l’economia cittadina», ha dichiarato il sindaco Gaspari.
Non cambia il fattore di rischio E4 (molto alto) per la Sentina, mentre l’area ad ovest della ferrovia adriatica rimane a rischio E3 (alto). «Porteremo a E2 anche questa zona», promette Gaspari.
Per ottenere la riperimetrazione è stata raddoppiata la sezione idraulica del fosso collettore, sono state sistemate le fogne con la pulizia delle caditoie dei piccoli sottopassi ferroviari ostruiti, è stato aperto il sottopasso ciclabile di via dell’Airone. L’obiettivo di questi interventi è impedire l’effetto “tappo” della ferrovia adriatica in caso di piena del Tronto, permettendo all’acqua fluviale di defluire verso la sua naturale valvola di sfogo, cioè la Sentina. Se ciò non avviene, torna l’incubo alluvione del 1992, perché l’acqua straripa verso nord e verso il centro di Porto d’Ascoli.
Ma le opere più importanti per la sicurezza del Tronto sono ancora da realizzare. Per il sottopasso ferroviario di zona San Giovanni (a carico della Coop Adriatica) sono stati superati gli ostacoli burocratici e tecnici e si dovrà procedere entro due anni, pena la scadenza della convenzione.
Il nuovo ponte stradale sul Tronto sarà pronto fra due anni e mezzo, assicura Gaspari, visto che si è conclusa recentemente la gara d’appalto dei lavori. Per quanto riguarda il ponte ferroviario, invece, i tempi si dilatano, anche perché bisognerà attendere il termine dei lavori sul ponte stradale.

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