ROMA – Una settimana dopo la scomparsa di Ermanno Licursi, dirigente della Sammartinese ucciso su un campo di 3a Categoria in provincia di Cosenza, il calcio italiano piange un’altra vittima, l’ispettore Filippo Raciti, ucciso da una bomba carta in occasione della gara Catania-Palermo.

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio, si dice d’accordo con il Commissario straordinario della Federcalcio Luca Pancalli, con cui ieri sera è rimasto in costante collegamento, riguardo la “sospensione di tutti i campionati di ogni ordine e grado fino a nuova determinazione”. “Abbiamo superato ogni limite – commenta il presidente della LND – e stavolta c’è stata anche la premeditazione nella violenza, che è un fatto ancor più grave. Bisogna intervenire a fondo per ricostruire una morale sportiva e per tornare a comportamenti civili. I provvedimenti adottati sono il minimo che si potesse fare”.

Sulla sospensione dei campionati, la LND aveva già fatto i suoi passi nei giorni scorsi, dopo quanto accaduto a Luzzi: “Avevamo già disposto – spiega Tavecchio – una sosta di riflessione che stavamo organizzando attraverso iniziative di confronto tra i protagonisti del calcio di base, ricordando però che il nostro sistema rappresenta uno spaccato della società civile, e che quindi la violenza è un problema di tutti. Non solo del calcio. E non solo dei dilettanti. Dispiace sinceramente che questi fatti confermino questa analisi.”

Per bloccare la violenza, il presidente della LND chiede però ora “provvedimenti legislativi non più all’acqua di rose.” Tavecchio constata infine con amarezza il fatto che lo stop della Nazionale “ci metterà ancora una volta in cattiva luce agli occhi del mondo sportivo internazionale”.

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