SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I Pacs spaccano: con il rissoso centrosinistra, grossomodo, propenso a riconoscere diritti alle unioni di fatto (gay e lesbiche compresi, per quante mastellate vortichino nell’aere), e il centrifugo centrodestra contrario (per quanti divorziati ci siano).

Non ci preme, cari lettori, il merito della questione, dibattuta, analizzata, descritta da editorialisti di ogni sorta. Ma alcuni degli ultras No-Pacs, purtroppo per loro, cadono nell’errore di razzolare male, e di predicar troppo bene. Troppo facile prendersela con loro. Talmente facile che è impossibile non farlo.

Il bersaglio più immobile è senz’altro lui, Pierferdinando Casini, un democristiano cresciuto nella rossa Bologna una ventina di anni dopo Romano Prodi (si vede, si sente). Non perché il bofonchioso Professore sia dall’altra parte del fiume: ma se il parrocchiale Prodi sembra uno dei giocosi frati del film “Marcellino pane e vino“, Casini è un sorriso in technicolor, uno yuppie col rosario. Questione di generazioni.

The times they are A-changin’: Pierferdy è bello (lo dicono le donne), piacevole da ascoltare (anche quando ha poco da dire), furbetto (in due anni è sceso e salito e sceso dal carro di Berlusconi, bannando anche la storica amicizia con Follini), e soprattutto benvoluto al di là del Tevere, perché la sua Udc, dopotutto, è l’ultimo pernacchio puro della Balena Bianca.

Eccolo allora, l’alfiere brizzolato del No-Pacs: sposato con Roberta Lubich dopo che la Sacra Rota (c’è chi può) ha annullato il precedente matrimonio della signora, due figli, poi separato, poi “pacsato” con Azzurra Caltagirone – figlia del costruttore-editore de Il Messaggero, Il Mattino e compagnia – sua compagna o, cristianamente, concubina. I super-fashion hanno anche una bambina, dal 2005.

Ma in Italia non conta né quel che viene fatto né quel che viene detto, ma quel che si afferma in tivvù: così il più border-line dei moderati nasconde sotto lo scudo crociato le sue vicende private, mentre tra fettuccine e brasati gli italiani, a tavola, sentono Ferdy il Bello che li fa tremare (diciamo), perché anche i loro piccoli guaglioni, un giorno, potrebbero convivere. Proprio come fa lui.

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