SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Usciamo rafforzati dal calciomercato. E’ migliorato il tasso tecnico e comunque abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo posti».
Il pollice di Peppino Pavone è rivolto verso l’alto. In altre parole: Samb promossa al termine della sessione invernale del mercato. Il bilancio? Simonetta, Grillo e Dobrolinsky in entrata; via Momentè, Perugini e Mattia Santoni. Ma per il direttore sportivo rossoblu «la cosa più importante era mantenere inalterato questo gruppo, gruppo nel quale crediamo molto. Stiamo raggiungendo una buona amalgama, alle spalle abbiamo sei mesi in più di esperienza. I nomi non contano, semmai fondamentali sono gli equilibri di squadra».
Tolto l’affare Dobrolinsky, la tre giorni milanese, all’Ata Quark Hotel, non ha riservato grosse sorprese. «L’avevamo detto già da tempo, forse non ci credevate. I giocatori che volevano andarsene? Nessuno mi ha chiesto di cambiare aria».
MORANTE E IL GALLIPOLI Una battuta su Morante, al centro di un autentico tormentone nel mese di gennaio. «Ritengo che qualcuno non si è comportanto molto bene», fa Pavone, laddove quel “qualcuno” sta senza ombra di dubbio per il Gallipoli. Perchè? Sentite: «Non mi riferisco alla stampa. Dico semplicemente che sono state create tante voci, a regola d’arte. La Samb non si è mai davvero seduta a un tavolo per trattare la cessione del giocatore, molto onestamente abbiamo sempre lasciato aperto uno spiraglio, ma solo per onestà, nel senso che se ci arrivava un’offerta di 1 milione di euro non la potevamo rifiutare. Non siamo mica la Juve o il Milan, la Samb è una società di passaggio, dietro non ci sono né i Moratti, né i Berlusconi».
«Qualcuno è andato oltre una lecita domanda di accettazione nei confronti del giocatore», continua Pavone, sempre in riferimento all’opera di “distrubo” del Gallipoli. «In questo modo si è voluto destabilizzare il mercato. Prma fanno tanti nomi, Di Gennaro, Mastronunzio, Colussi, poi alla fine prendono uno svizzero (Juan Manuel Sara, ndr)».
CAVESE E PERUGIA REGINE DEL MERCATO «Tutte le squadre, alla fine del mercato, credono di essersi rafforzate, ma sarà solo il campo a giudicare», sentenzia il diesse rossoblu. «Ad ogni modo credo che quelle che hanno fatto meglio sono la Cavese e il Perugia».
A FOGGIA DA EX Della sfida dello Zaccheria, lui che è un ex, e che ex – assieme al presidente Casillo e a mister Zeman, all’alba degli anni Novanta fu l’artefice di uno dei “miracoli” del calcio nostrano – non vuole parlare. «Per il sottoscritto sarà una partita come le altre. E’ ovvio che ci tengo al risultato. L’accoglienza? Non mi aspetto niente».
BORSINO Seduta pomeridiana per la Samb, che ha sudato al Ciarrocchi di Porto d’Ascoli. Tutti a disposizione di mister Ugolotti, compreso Consigli, rientrato da Viareggio dove ieri sera ha giocato con l’Italia Under 20 di mister Casiraghi. Si è fermato invece, Fanelli, affaticato. Domani, sabato, rifinitura al Riviera prima della partenza per la Puglia.
QUI FOGGIA E’ tornato l’entusiasmo nella Puglia colorata di rossonero. Il calciomercato di riparazione, con gli innesti di Mastronunzio, Pecchia e Panarelli ha contribuito a risollevare il morale di tutto l’ambiente, tifosi in primis. Facile prevedere, domenica prossima, una bella risposta da parte del pubblico di fede foggiana.
Intanto mister D’Adderio, con la squadra che continua il silenzio stampa inaugurato la settimana scorsa, sta sperimentando il tridente. Se Pecchia e Panarelli infatti, giunti in rossonero in extremis, contro la Samb non potranno essere schierati, Mastronunzio è a disposizione. Probabile che l’ex Frosinone fungerà da punto di riferimento più avanzato, con Salgado e Chiaretti ai lati. Per il resto il neoallenatore dei pugliesi dovrebbe affidarsi a una linea mediana a tre con Colombaretti, Cardinale e Princivalli; in difesa, al centro l’ex Samb Zanetti e Ignoffo, lungo le fasce D’Alterio e Zaccanti.

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