SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Neanche Orson Welles, nel suo capolavoro “Quarto Potere“, si sarebbe aspettato che un giorno il suo “Citizen Kane” sarebbe stato surclassato, nel suo realismo magico, da una storia altrettanto magica, ma stavolta perfettamente viva e vivifica, come quella di Silvio Berlusconi.

Che nella giornata di ieri ha vissuto il suo apogeo comunicativo: se la televisione, costola legittima di Sua Emittenza, è oramai un reality che tenta di introiettare in sé la vita di tutti i giorni, Veronica&Silvio hanno messo in scena, per la prima volta urbi et orbi, l’esatto, perfetto, compiuto, contrario.

Ovvero la doppia vita di Veronique&Silvio – magistralmente divisa tra la donna tutta casa e figli e l’uomo avventuroso e giramondo, unita da un amore ovunque (da lui) decantato, e ostentato con collane da milioni di euro – è divenuta fantasticamente una: e quindi niente piatti rotti, niente grida isteriche, niente pianti e riappacificazioni tra le quattro mura delle regge del Re Sole del Duemila, ma tutto live!, in mondovisione sui giornali, internet e televisione, dal Manzanarre al Reno, dalle Alpi alle Piramidi.

E non ci interessa più – noi popolino bue, ostaggio di Grandi Fratelli, video porno-adolescenziali su YouTube, sociologismi intrippati sulla decadenza della gioventù – il falso che cerca di assomigliare al vero, perché abbiamo a disposizione di telecomando o di mouse il vero che diventa vero ad ogni reload della pagina. Mitico.

Allora ci sono più simpatici, l’algida Veronique Raffaella Bartolini Lario, e il Donald Duck Silvio eccetera eccetera. Ci sembrano come noi, veri, con le nostre difficoltà di ogni giorno, l’amore litigarello, le accuse e le scuse, gli struggimenti del cuore, i lacrimoni romantici, ché i soldi sono importanti ma non danno la felicità.

E non ci interessa, irreali e intontiti dentro la realtà virtuale, capire come una moglie sposata e silente da 27 anni possa sputtanare il marito solo perché il vecchietto è stato galante con delle strappone (ma non lo ha sempre fatto, anche quando era più giovanotto? Allora sì che c’era da preoccuparsi).

Nè cogliamo, irreali e intontiti come siamo, che mai come oggi Veronique&Silvio sono stati così ammirati, popolari, invidiati. Tutto è così vero, talmente vero, a portata di telecomando o di mouse, che sembra finto, studiato a tavolino dopo un brain storming di comunicatori acutissimi. Come neanche Orson Welles sarebbe mai stato capace soltanto di immaginare. Perfetto.

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