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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Approfondite la vicenda, non mollate», aveva scritto un lettore del nostro quotidiano online nello scorso novembre, quando iniziammo la nostra inchiesta su un un’associazione locale che aveva appena ottenuto dall’amministrazione comunale, sull’unghia, l’eccessiva somma di 60.000 (diconsi sessantamila) euro – vale a dire oltre 116 milioni di vecchie lire – per aver organizzato nell’estate 2006, fra il 1° luglio e il 31 agosto, un programma di iniziative di intrattenimento turistico.
E noi non molliamo, e con i documenti approfondiamo una questione ancora tutta da chiarire. Nell’interesse dei lettori e dei cittadini-contribuenti che pagano le tasse, tante.
Ricapitoliamo. Il 19 ottobre 2006 la giunta Gaspari, con delibera n. 97, valuta le proposte di intervento pervenute (che non cita) per l’estate 2006 in materia di turismo e rileva che fra esse – d’intesa con il presidente del Consorzio Turistico – è stata prescelta quella presentata da una associazione in data 21 luglio 2006 «concernente l’organizzazione di un progetto di animazione turistica in spiaggia svoltosi per tutta l’estate 2006».
Prima osservazione: come fa un «progetto» che si è svolto «per tutta l’estate 2006» ad essere presentato solo ad estate già abbondantemente inoltrata, cioè il 21 luglio? Non è un po’ tardivo?
In ogni caso, la delibera prosegue ritenendo che l’onere di 60 mila euro che l’associazione nella sua domanda ha «posto a carico dell’amministrazione comunale» debba essere trasferito al Consorzio Turistico per il controllo e il rendiconto. Considera poi che la somma di 60 mila euro sia così finanziata: per 20 mila euro con il bilancio comunale 2006; e per 40 mila euro con la somma risparmiata da un precedente impegno per lo spettacolo Watershow poi andato a male. Come si ricorderà, la somma di 100 mila euro che fu stanziata per lo spettacolo televisivo registrato sulla Rotonda Giorgini il 5 luglio 2006, che poi non fu più trasmesso da RaiUno in prima serata, ma solo un mese dopo, l’8 agosto, e a notte fonda. Pertanto il compenso alla società che ne aveva curato l’organizzazione – la Collection Eventi & Produzioni Tv – era stato ridotto a soli 60 mila euro. Per inciso, la delibera che decide questa “autoriduzione” è la n. 96 dello stesso giorno 19 ottobre 2006, quella che precede.
Seconda osservazione: quindi sembra di capire che siccome il Comune con la delibera n. 96 risparmia inaspettatamente 40 mila euro, non sapendo che farsene, con la delibera successiva, la n. 97, li passa ad altra associazione. E quindi, invece che 20 mila euro – come, pensiamo, sarebbe stato giusto, visti i contributi mediamente dati in passato alla stessa associazione dalle precedenti amministrazioni Perazzoli e Martinelli (si veda la scheda 1) – gliene dà graziosamente 60 mila, cioè triplica il contributo.
Andiamo avanti. Dalla lettura del testo della delibera n. 97 del 19 ottobre – lo ripetiamo – sembra di capire che l’associazione nella sua domanda presentata «in data 21 luglio 2006, prot. n. 39118/2006» abbia «posto a carico dell’amministrazione comunale» un onere onnicomprensivo «pari ad € 60.000,00». Ma se andiamo a leggere quella domanda, l’importo totale del progetto vantato dall’associazione richiedente è di molto superiore, ammonta a 194 mila euro complessivi (si veda la scheda 2), ripartiti – quanto a richiesta di finanziamenti – fra vari enti: Comune di San Benedetto, Regione Marche, Provincia di Ascoli, Camera di Commercio e non meglio precisati “Privati”. Per il Comune di San Benedetto – si legge nella domanda – «si prevede una compartecipazione» di 97 mila euro. Dunque, in base a questo documento, non sarebbe vero quanto in data 19 ottobre afferma la delibera n. 97 (cioè che la somma richiesta il 21 luglio 2006 era di 60 mila euro).
Ma allora da dove è uscita fuori questa richiesta di 60 mila euro? Riteniamo sia scaturita dalla «Stesura definitiva della relazione del progetto (si veda la scheda 3). Qui, in calce ad un elenco di 52 fatture (che nel riquadro n. 4 esaminiamo in alcuni non trascurabili dettagli), si legge testualmente: «Importo totale di spesa € 77.713,83. Si chiede un contributo di € 60.000,00».
Beh, allora è tutto a posto – direbbe il lettore benpensante – la richiesta per 60 mila euro in questo rendiconto c’è.
Sì, ma va messo il luce un piccolo particolare: questa «stesura definitiva» reca la data di lunedì 27 novembre 2006 e il protocollo n. 61516/2006; vale a dire ha una data di 39 giorni successiva a quel giovedì 19 ottobre in cui la giunta Gaspari – assessore competente Domenico Mozzoni, dirigente responsabile Roberto Conti – emise la delibera pubblicata poi il successivo martedì 24 ottobre. Perché dunque, oltre un mese dopo, l’ammontare della richiesta da parte di quell’associazione richiedente sarebbe stato cambiato in modo conforme alla delibera?
Qui giunge opportuna una terza osservazione, che potrebbe spiegare questa altrimenti incredibile “preveggenza amministrativa”. Va ricordato che nel corso di quei 39 giorni, sia Riviera Oggi che il confratello quotidiano online Sambenedettoggi.it avevano condotto una campagna di stampa per denunciare il «denaro pubblico al vento» e per chiedere «regole certe ai contributi del Comune». Ovviamente con riferimento alle ingiustificate elargizioni concesse.
Dunque una “pezza posdatata” per far quadrare alla bell’e meglio una faccenda contabile-amministrativa – in base a quanto evidenziamo nei riquadri – cominciata male e proseguita peggio?
Non sta a noi stabilirlo. Noi, che nel pubblico interesse abbiamo il diritto-dovere costituzionalmente tutelato di stare a guardia dei fatti, intanto abbiamo solo dato loro la parola. Senza entrare nel merito della quantità o qualità di ciò che l’associazione in questione ha poi effettivamente realizzato. Senza nulla togliere all’associazione in questione, verso la quale non abbiamo nulla da dire, questo teniamo a sottolinearlo. Il caso di cui ci occupiamo è solo uno dei tanti rivelatori di un certo modo di amministrare, sia ieri nel centrodestra che oggi nel centrosinistra.
Semmai, quello che a noi preme mettere in evidenza è la non coerenza politico-amministrativa dell’attuale amministrazione comunale di centrosinistra in materia di “finanziamenti personalizzati”. Diciamo ciò anche alla luce di quanto, il 14 gennaio scorso – pur riferito ad un altro caso – ha scritto in una nota Giuseppe Cameli, segretario del direttivo dell’Unità di Base “Ettore Sciarra” dei Democratici di Sinistra: «Gli intenti di questa amministrazione sono quelli di (…) erogare servizi e non finanziamenti personalizzati (…). Oltretutto i finanziamenti personalizzati potrebbero, in passato, aver mascherato clientelismo». In passato forse, potremmo aggiungere. E oggi? Invece pure?
Sempre a disposizione di chiunque vorrà presto chiarire tutti questi interrogativi che indichiamo alla città, e che la città rivolge alle parti interessate.

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