SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «La Memoria è un valore universale che consegniamo ai giovani, e che non intendiamo perdere». Termina con queste parole il discorso del sindaco di Ripatransone Paolo D’Erasmo, svoltosi nel comune di San Benedetto del Tronto durante la commemorazione della Shoah. Il primo cittadino cita Che Guevara e intima di non lasciare che la solidarietà si affievolisca «magari per l’assuefazione generata dalle immagini dei telegiornali». Definisce la nostra epoca malata di cinismo, e si affida alle Giornate Della Memoria, affinchè esse possano «ripristinare una base di grandi valori,che non esitiamo a definire esemplari,al di là di ogni revisionismo».
Si dichiara fiducioso nei confronti del disegno legge approvato recentemente in base al quale sarà reato negare la Shoah; «furono uccise e cremate tra i 13 e i 19 milioni di persone, è una tragedia diversa da tutte le altre».
Attraverso alcuni brani di Primo Levi ripercorre la storia dell’Olocausto, non inteso soltanto come genocidio, bensì come «come progetto di distruzione dell’umanità», come «sineddoche,che esprime (..) l’aberrante progetto di distruzione dell’intera umanità attraverso una sua parte».
Ricorda inoltre le migrazioni del popolo italiano, ribadendo la necessità di un atteggiamento aperto verso le altre culture, finalizzato al confronto e all’arricchimento culturale reciproco: «Possiamo ritenere un bene la diffusione di un turismo sempre più consapevole dei territori e delle culture che esso raggiunge (..), è la storia dell’umanità ad essere storia delle migrazioni».

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