CASTEL DI LAMA – Anche a Castel di Lama si è celebrata pubblicamente la “Giornata della Memoria”. E forse nel migliore dei modi: cioè discutendo e ricordando gli eventi tragici del passato, con i giovani, con gli studenti che di quella “Memoria” storica dovranno nel futuro essere i messaggeri principali.
Ad ospitare al gran completo poi, il consiglio comunale lamense, in testa il sindaco Patrizia Rossini, è stata la scuola media “Enrico Mattei” di Piattoni, con i suoi allievi e docenti, ma anche con quelli dell’istituto comprensivo di Villa Sant’Antonio.
Presenti i dirigenti scolastici Emilio Rossi e Daniele Marini, e il presidente provinciale dell’ANPI (associazione dei partigiani) Tito Alessandrini, la giornata di festa e di ricordo, tenutasi sabato scorso ha avuto forse i suoi momenti più belli, intensi e toccanti, insieme con la lettura di testi e la visione di film sul tema, soprattutto nelle testimonianze delle donne partigiane locali, che vissero nella loro pelle, come combattenti o come semplicemente persone di origine ebraica, le vicende drammatiche della Seconda Guerra mondiale e dell’Olocausto (6 milioni di morti).
Sia la presenza e i racconti di Egidia Coccia e di Mercedes Rizzoli, sia l’intervento più approfondito di Giovanna Forlini, che insieme alla figlia proprio sulle donne partigiane dell’ascolano sta realizzando un volume di prossima pubblicazione, hanno reso non solo interessante ma concreta la celebrazione dell’evento, fuori da ogni retorica. «Lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – ha detto il sindaco di Castel di Lama Patrizia Rossini – ha tenuto a sottolineare il valore di questa giornata, un caposaldo della civiltà e della memoria delle vittime, contro ogni negazionismo storico e contro un antisemitismo ricorrente che ancora non è sopito. Per questo si è trattato di una manifestazione viva, bella e molto utile alle giovani generazioni, affinché sappiano e costruiscano un mondo futuro più sereno, aperto e tollerante».
Dal canto suo il dirigente scolastico di Castel di Lama Capoluogo, Emilio Rossi , ha aggiunto: «Abbiamo spiegato il significato sia della Giornata della memoria, e perché si tiene il 27 gennaio e gia da giorni stiamo continuando a proporre ai ragazzi della Media testi e film che facciano conoscere e capire quanto avvenuto. L’attenzione è forte, ma il rischio è che l’abitudine alla tv faccia pensare a quei fatti come ad eventi lontani nel tempo, non collegati alla realtà, o
addirittura inventati come la fiction. Per questo – conclude Rossi – occorrerà, insieme al Comune, che ha istituito il Consiglio dei ragazzi e alla società civile tutta, proseguiremo nell’opera di informazione su quelle vicende, che sono alla base della nostra libertà di oggi».

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