ASCOLI PICENO – Testo della lettera inviata dal sindaco di Ascoli Piceno Piero Celani al sindaco di Castel di Lama Patrizia Rossini.
«Il Comune di Castel di Lama torna a reclamare che la frazione di Villa Sant’Antonio venga aggregata al territorio comunale Lamense. Probabilmente deve essere un cavallo di battaglia degli amministratori locali, a ricorrenza ciclica. Già nel 2002 l’allora sindaco Domenico Re si rivolse alla Regione Marche ma la proposta si bloccò nella seconda commissione consiliare della regione Marche. Il primo cittadino di Castel di Lama ripiegò quindi sulla richiesta di compartecipazione finanziaria dell’Arengo ai costi dei servizi erogati per i residenti “ascolani”.

Ma il tavolo delle trattative fallì perché non si possono chiedere soldi in base al bilancio consuntivo come fece l’ex sindaco Re. Ora è la volta del nuovo sindaco, Patrizia Rossini. A lei rivolgo alcune osservazioni. Fermo restando il principio democratico all’autodeterminazione e quindi nel più rigoroso rispetto delle aspettative di quelle popolazioni se e laddove interessate, varrebbe la pena procedere ad una preliminare osservazione geopolitica per inquadrare il problema in un’ottica leggermente più ampia.

In un raggio di appena dieci chilometri da Ascoli Piceno, convergono tre Comuni: Folignano, Castel di Lama e Maltignano che, unitamente al capoluogo, assommano ad oltre 70.000 abitanti. Quattro realtà, assolutamente omogenee, che pur diverse come impianti amministrativi utilizzano diversi servizi in comune. Del resto non avrebbe potuto essere diversamente stante l’estrema vicinanza dei siti che ospitano, nella stragrande maggioranza, ascolani che per motivazioni economiche risiedono in uno di questi Comuni ma lavorano nel capoluogo.

Per questo, mentre apparirebbe certamente più razionale l’ipotesi di un accorpamento di queste realtà comprensoriali ecco spuntare la richiesta di un accorpamento della frazione di Villa Sant’Antonio al Comune di Castel di Lama. Senza voler entrare in una analisi storica del perché, da secoli, quel pezzetto di territorio è parte integrante del Comune di Ascoli Piceno, basti considerare che il suddetto territorio è ormai integrato all’area industriale del Comune di Ascoli Piceno come si può facilmente evincere dall’ultima pianificazione del Nucleo Industriale.

Inoltre si tratta di una realtà ben distinta rispetto al territorio del Comune di Castel di Lama al quale è asservito unicamente per alcuni servizi, quale, ad esempio, la fornitura del gas metano (peraltro risorsa non indifferente per quel Comune) mentre la maggior parte dei servizi alla persona sono tutti a carico del Comune di Ascoli Piceno che ne fornisce anche ai confinanti Lamensi. Ne è un esempio la scuola elementare che accoglie non soltanto bambini della frazione di Villa Sant’Antonio ma anche bambini del Comune di Castel di Lama, offrendo uno “scolastico” esempio di perfetta integrazione fra due realtà confinanti.

E’ fuor di dubbio, inoltre, una assoluta disponibilità di questa Amministrazione Comunale a confrontarsi con quella Lamense per la migliore soluzione di problemi ancora aperti, circa la fruizione di alcuni servizi erogati dal Comune di Castel di Lama agli abitanti di Villa Sant’Antonio. Perché anche di questo si dovrebbe parlare. Una sia pur superficiale analisi sociologica sulle popolazioni interessate, dimostrerebbe infatti che, pur in presenza di quei problemi tipici dei territori di “frontiera”, si ha una interazione sociale armoniosa ed una civilissima vivibilità.

Del resto il Comune di Ascoli Piceno sta procedendo allo sviluppo urbanistico di questo territorio con la previsione anche dell’attivazione di ulteriori servizi. Ne consegue un quadro complessivo di rilancio di un territorio, quale appunto quello della frazione di Villa Sant’Antonio, che forma non solo parte integrante del comprensorio ascolano ma che in previsione è destinato ad avere nuovi sviluppi per la sua peculiare posizione geografica nel contesto di un comprensorio in forte espansione industriale e commerciale.

Ma se il Comune di Castel di Lama vuole proprio fare un referendum sul mio territorio, ne propongo uno anch’io per annettere Castel di Lama ad Ascoli.

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