SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono ufficialmente partite le indagini, da parte del Pm del Tribunale dei minori di Ancona, Ugo Pastore, sulla spiacevole vicenda che ha visto coinvolti due ragazzi di una classe dell’Itc “A. Capriotti” di San Benedetto (l’episodio è avvenuto precisamente durante una assemblea di classe, alla prima ora di sabato scorso).

Ques’oggi Pastore, accompagnato dagli agenti della polizia giudiziaria, si è recato presso la Caserma dei Carabinieri di San Benedetto e qui ha ricevuto gli studenti della classe, e ha ascoltato le loro testimonianze. E’ stata inoltre ascoltata la ragazza coinvolta, assieme ai suoi genitori, due insegnanti e la preside Marcella Angelici.

Dalle prime indagini sembrano confermati tutti gli elementi dello “scandalo”: sesso in aula, sulla cattedra, e soprattutto filmato dai videofonini dei compagni di classe, e da qui inviato tramite mms e blue tooth ad altri videofonini ed infine caricato sulla rete. Elementi che, come detto, generano “scandalo”, ma attenzione: persino nel Vangelo si afferma che spesso «è opportuno che gli scandali avvengano», affinché si abbia la coscienza di quel che avviene, affinché chi ha sbagliato abbia modo di riflettere, e lo stesso accada per tutti gli attori, in qualche modo, coinvolti in queste vicende. Purtroppo, se le parole degli studenti della “Ragioneria” sembrano improntate ad una sincera maturità e consapevolezza degli errori commessi da ragazzi della loro età, lo stesso non si può dire per molti adulti in qualche modo coinvolti.

Silenzio totale da parte del corpo docente, smentite inutili della dirigente Marcella Angelici, e addirittura, ancora quest’oggi, incredibili tentativi di coprire la vicenda e di scaricare le colpe sulla stampa da parte del personale dell’Istituto («Ragazzi, queste cose non si fanno, e non si scrivono», è stato addirittura detto). Questo per sottolineare che mentre i giovani, per primi i principali responsabili, devono avere la forza e la coscienza per capire l’errore e maturare (e lo stanno facendo), da parte dei “grandi” si è assistito ad un triste spettacolo, volto a salvaguardare l’immagine propria e del proprio luogo di lavoro, anche a discapito di affrontare frontalmente gli eventi. Ma di questo ci occuperemo in seguito.

Ventinove i ragazzi ascoltati e sette, sembra, i videofonini sequestrati agli alunni, anche se, e qui c’è un episodio che il Pm dovrà valutare, le prove potrebbero essere state facilmente eliminate perché il fatto è avvenuto sabato. Ma l’autorità giudiziaria si è mossa solo dopo la notizia inizialmente da noi diffusa, perché in precedenza c’erano state soltanto delle “inchiestine” scolastiche senza che Pastore o chi per lui ne venisse informato. Ad ogni modo le indagini sono state affidate ai Carabinieri e alla Polizia Postale, che è entrata in possesso del video e sta cercando di capire chi lo ha diffuso, chi lo caricato in rete e chi lo sta ancora scaricando.

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