SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si stringono i tempi per la modifica dei vincoli edificatori che dall’estate 2005 riguardano la zona della città che va dal fiume Tronto fino al quartiere Ragnola. L’adozione del progetto di piano di assetto idrogeologico (Pai) da parte dell’Autorità di Bacino del Tronto prevedeva la classificazione di queste zone come aree a forte rischio di esondazione (classe E4 ed E3) e ha finora impedito quasi del tutto le nuove edificazioni, gli ampliamenti e anche la realizzazione di scantinati. Con un grave danno economico per il Comune, che ha perso circa un milione e mezzo di euro ogni anno per le mancate entrate da oneri di urbanizzazione (Bucalossi).
Gli studi idraulici e le osservazioni presentate dal Comune potrebbero far escludere il centro di Porto d’Ascoli e il quartiere Ragnola dalle zone classificate a forte rischio di esondazione. A rischio E4 dovrebbe rimanere la zona della Sentina dal fosso collettore fino al Tronto mentre per l’area urbanizzata a sud della ferrovia Ascoli-San Benedetto ci sarà una classificazione E3.
Oltre alle osservazioni, il Comune si è dovuto impegnare a pulire gli attraversamenti sotto la ferrovia che nel 1992 erano ostruiti, impedendo il deflusso della piena del Tronto verso la Sentina e provocando il drammatico allagamento di Porto d’Ascoli.
I ponti sul Tronto – sia quello stradale che quello ferroviario – verranno rifatti entro qualche anno e l’Igd-Coop Adriatica realizzerà entro due anni il sottopasso in zona San Giovanni; si tratta di grandi opere infrastrutturali che aumenteranno la sicurezza idrogeologica della parte sud della città. Servirà anche un nuovo fosso scolmatore (presumibilmente in zona Agraria) per il deflusso delle acque piovane verso il mare e verso la Sentina.
Una volta che il comitato tecnico dell’Autorità di Bacino approverà le osservazioni, ci vorrà una approvazione da parte del consiglio regionale delle Marche che dovrebbe arrivare entro fine febbraio. Il parere finale spetterà al comitato istituzionale dell’Autorità.
«Chiederò ai consiglieri regionali che rappresentano il nostro territorio di inserire un emendamento nelle nuove norme di attuazione del Pai», annuncia il sindaco Gaspari.

L’emendamento permetterebbe di considerare accolte le autorizzazioni a costruire che ricevettero parere favorevole dalla commissione edilizia prima dell’approvazione del Pai (luglio 2005) ma a cui non fu dato seguito perché rimasero “bloccate” negli uffici comunali. «Si tratta di privati che hanno avuto le autorizzazioni e che spesso hanno anche pagato la Bucalossi – spiega il sindaco – gente che io non conosco ma che non può essere penalizzata per un errore del Comune. Si tratta di un atto di correttezza amministrativa».

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