I GIORNALI. Una società che mira a definirsi civile ha bisogno di strumenti di comunicazione che si posizionino tra le istituzioni e il cittadino. Meglio se specificatamente del territorio. Di un mezzo cioè che vigili sulle scelte politiche, tutelando tutti, anche gli stessi amministratori. I quali, sentendosi “controllati”, trovano più facilmente la forza di sfuggire al detto “L’occasione fa l’uomo ladro”. Un giornale che abbia nel suo Dna il dovere di porsi come guardiano della vita pubblica. Soltanto così, in un mondo di comunicazione totale (internet), può avere il suo spazio e quindi la sua utilità. Questo siamo noi e vogliamo esserlo sempre di più. Soltanto così quei candidati che vedono nella politica un mezzo per arricchirsi… senza lavorare, non avranno più spazio.
PEGGIO ANCORA. Anche perché sta succedendo di peggio. Il candidato male intenzionato non si ferma più alla sua elezione ma, una volta eletto, sfrutta il potere acquisito per rendere più “stabile” la sua posizione. Un mio pensiero che rendo più chiaro citando lo stralcio di un articolo di “Il Venerdì di Repubblica” a firma di un maestro come Giorgio Bocca: dopo aver scritto di un giovane di bella presenza e bravo a parlare, eletto deputato dopo un corso accelerato, Bocca dice testualmente Questa esemplare carriera politica fa il paio con le carriere politiche della maggior parte dei peones che i partiti scelgono fra i loro portaborse o raccogli-tangenti e sull’onda della fortuna elettorale mandano in Parlamento. Non partecipano alla gestione del potere ma lo sorreggono. Non entrano nella grande corruzione, ma la coprono e c’è di peggio: le macchine elettorali hanno bisogno non solo di soldi, ma di rapporti con la malavita organizzata che controlla il territorio e dispone di una parte dell’elettorato“. Nel nostro piccolo per fortuna è vera soltanto l’ultima parte e cioè “dispone di una parte dell’elettorato”, quello più semplice (ancora purtroppo troppo numeroso) che si fida di chi gli va in casa a promettere mare e monti in cambio del voto.
SAMB. Gli undici gol finora realizzati dal centravanti Morante hanno creato un problema non lieve che sta mettendo alla prova la società rossoblu. Se da una parte gli acquisti di Grillo e Simonetta potrebbero permettere il salto di qualità necessario per puntare ai play off, la cessione di Morante potrebbe complicare il raggiungimento della salvezza ma dare respiro economico e quindi una maggiore serenità a chi ha acquistato la Samb con l’intenzione di tenerla lontano da beghe (stipendi non pagati, messe in mora ecc) alle quali i loro predecessori ci avevano abituati. Una bella responsabilità per i fratelli Tormenti, per il Ds Pavone e per il Dg Molinari. Se ne usciranno vincenti, come spero, sarà veramente l’inizio di una nuova era.

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