SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Quando Bruno Gabrielli era assessore di questo Comune, chiesi degli atti nella mia veste di consigliere di minoranza. La mia richiesta non fu soddisfatta, ma non ricordo nulla più di un compiaciuto silenzio da parte di chi oggi parla di mancanza di trasparenza».
Il sindaco Gaspari parte da questo ricordo per rispondere alla polemica sollevata dal consigliere di Forza Italia Bruno Gabrielli (clicca qui), che ha diffidato formalmente il dirigente del settore comunale Assetto del Territorio per non avergli fatto visionare i certificati di destinazione urbanistica di 24 aree della città. Proprio quelle aree interessate dalla contestatissima variante normativa del piano regolatore, approvata dal consiglio comunale lo scorso 16 dicembre.
«Gabrielli non ha nessun titolo per chiedere questi certificati – dichiara il sindaco – solo i proprietari di quelle aree possono richiederli. Anzi, se il dirigente Germano Polidori perderà tempo di fronte a questa richiesta pretestuosa non esiterò a rimuoverlo dal suo incarico. Il suo ruolo è quello di smaltire le pratiche e lavorare per l’elaborazione del nuovo piano regolatore».
Per Gaspari dunque non si tratta di mancanza di trasparenza da parte degli uffici del Comune. «Se un dirigente negasse degli atti veramente pubblici, allora sì che dovrebbe essere sanzionato. Ma non è questo il caso».
Per chiarire ulteriormente la sua opinione, il sindaco fa questo ragionamento:«Approvando la variante il centrodestra ci ha accusato di favorire la speculazione edilizia su 93 ettari della città. Se così fosse, perché gli unici che vengono a chiedere documenti per contestare la nostra variante sono proprio i grandi imprenditori cittadini? Io credo che questa sia la prova che la variante va contro la speculazione e favorisce gli interessi del Comune. Piuttosto – conclude Gaspari – non è che forse Gabrielli chiede i certificati urbanistici di 24 aree per conto di qualcun altro?».

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