SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grazie alla rinnovata sinergia fra Rete Ferroviaria Italiana, Trenitalia e Provincia di Ascoli, sta partendo un piano di recupero per le piccole stazioni ferroviarie nel piceno. Scali che sono poco sfruttati e poco presidiati. Nei loro locali troveranno posto le sedi di associazioni di volontariato, onlus, enti culturali, corpi di Polizia Municipale. I Comuni firmeranno protocolli d’intesa con la Rfi e con Centostazioni, l’altra azienda che gestisce le stazioni italiane (clicca qui).
Anche la stazione di San Benedetto è interessata da questa strategia aziendale, che comprende anche una generale automatizzazione e l’abolizione della figura del capostazione e dei dirigenti.

A margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo opuscolo informativo sui trasporti, l’assessore provinciale Ubaldo Maroni ha citato le esperienze positive degli scali ferroviari di Grottammare, Porto Sant’Elpidio e Pedaso. «Se una stazione è viva e piena di attività, è più facile tenere lontani i vandali».
Il responsabile delle relazioni esterne di Trenitalia Marche Sandro Morichelli sottolinea come «l’intenzione di Rfi è valorizzare gli scali ferroviari, quindi anche quella di San Benedetto, così ben inserita nel tessuto urbano della città. A Sforzacosta vicino Macerata la stazione è rifiorita dopo che la Protezione civile ne ha fatto la propria base operativa, mentre a Chiaravalle la stazione ospita una scuola di musica, la sede della Croce Rossa e un circolo di bridge».
Cambierà qualcosa anche per le corse ferroviarie sulla linea Adriatica? Ci sarà un miglioramento delle tratte estive per i turisti da fuori regione? Morichelli ha competenza solo sulle linee regionali di Trenitalia, mentre Maroni assicura che «stiamo lavorando per un aumento delle corse ferroviarie sia in qualità che in quantità».
Riguardo al progetto di metropolitana di superficie, è stato puntualizzato che è in dirittura d’arrivo lo studio di fattibilità e che si stanno cercando fondi presso la Regione Marche. «Non dobbiamo immaginarla come una grande opera – precisa Maroni – ma come un aumento di corse su una tratta che già esiste». Bisognerà costruire nuove piccole stazioni ed elettrificare la tratta Ascoli-San Benedetto, in modo tale da creare un’unica linea “cadenzata” fra il capoluogo di provincia e Porto Sant’Elpidio. «Vorrei sottolineare che una stazione costa circa un milione di euro, cifra con la quale si costruiscono dai 300 ai 500 metri di strade».

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