SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Basta spot e promesse, da oggi non faremo più sconti alla Giunta Gaspari».
I vertici di Alleanza Nazionale replicano così agli interventi strutturali per il sociale illustrati ieri dal sindaco Gaspari e dall’assessore Loredana Emili. Il partito d’opposizione ha incontrato oggi la stampa per manifestare il proprio dissenso rispetto alle linee guida predisposte per il settore dall’Amministrazione.

«Contestiamo sotto diversi aspetti la politica sociale del centrosinistra – ha esordito il coordinatore comunale Luigi Cava – perché ancora non sono stati raggiunti gli obiettivi a breve termine previsti nel piano operativo. Mi riferisco soprattutto al miglioramento delle specialità dell’ospedale e al potenziamento dei servizi, che in realtà in questi mesi sono stati indeboliti».

«Un altro motivo d’insoddisfazione è legato alla scarsa attenzione per le politiche famigliari. Nel nostro programma elettorale un aspetto prioritario era assegnato proprio alla famiglia, vista come cellula vitale del tessuto sociale sambenedettese. In tal senso, avevamo previsto la nascita di alcuni sportelli decentrati. La maggioranza si concentra invece sull’idea di un registro comunale per le coppie di fatto».

Drastico il giudizio di Punti sull’operato dell’Amministrazione: «Sette mesi impalpabili. La Giunta Gaspari ha fatto tanto rumore ma nulla di concreto. Ciò è avvenuto anche nell’ambito delle politiche sociali. Ad ogni modo prendiamo atto delle promesse del sindaco e dall’assessore Emili: resteranno a futura memoria».

Il consigliere di An ha definito “confusionaria” l’azione amministrativa nel settore delle politiche sociali: «Un esempio lampante è rappresentato dal cambio di tre dirigenti in pochi mesi. Ad agosto ce ne sarà un altro. E’ la dimostrazione più evidente che non hanno le idee chiare».

Piunti non ha lesinato critiche sulla gestione dei servizi sociali: «Hanno detto che metteranno in rete i centri diurni ma forse non sanno che esiste già un project leader, da me predisposto, che opera in questa direzione. Benvengano, poi, le gare per la gestione dei servizi. Staremo a vedere se ci sarà un risparmio della spesa e non, piuttosto, un ulteriore esborso di denaro. Ricordo che quando ero assessore ascoltai una per una le famiglie degli utenti per conoscere il loro grado di soddisfazione. Per la conferma delle cooperative riuscimmo ad ottenere un risparmio di 200 mila euro, poi reinvestiti nel sociale».

«Quanto all’accusa di clientelismo mossa nei miei confronti da Giuseppe Cameli dei Ds – ha aggiunto Piunti – mi limito a rispondere che quando eravamo noi al governo confermammo le cooperative scelte dalla vecchia Giunta Perazzoli. A ciò va aggiunto che ben quattro esponenti delle cooperative sono stati candidati alle elezioni con il centrosinistra».

Muro contro muro anche sull’istituzione del Centro Alzheimer: «Si prendono meriti che non hanno. E’ ben noto, infatti, che politicamente la decisione di aprire la struttura fu della vecchia amministrazione. Siglammo noi il protocollo d’intesa con la Asl. Successivamente subentrarono degli intoppi burocratici che impedirono di concludere l’iter».

Piunti ha espresso, infine, il proprio disappunto sui recenti cambiamenti che hanno interessato il servizio per l’assistenza agli anziani “Custode Sociale“, istituito dalla stesso consigliere con la vecchia amministrazione: «Oltre ad alcuni disfunzioni emerse negli ultimi mesi, ora siamo venuti a sapere anche che il numero verde è stato spostato dal Comune al Centro Primavera. Una decisione palesemente illegittima, poiché al telefono risponde un operatore della Cooperativa Picena, che ha in appalto il servizio. Insomma, il controllato assume la veste di controllore. Ho chiesto spiegazioni al sindaco in una lettera datata 26 ottobre ma ancora non ho ottenuto risposte».

Il consigliere Vignoli ha annunciato di aver chiesto l’attivazione dei controlli interni sulla regolarità della gara per l’assegnazione dell’appalto del Centro Alzheimer: «Alla gara ha partecipato un’A.T.I, associazione temporanea d’impresa, che, stando alla normativa italiana, non potrebbe concorrere. Per questo chiediamo il parere dei revisori dei conti».

Un ultimo appunto è stato mosso dal consigliere De Vecchis alla politica sanitaria del centrosinistra: «Il presidente della Regione Spacca parla di ospedali funzionanti, allora perché si cambiano i vertici? Siamo stufi delle chiacchiere, vogliamo i fatti. Spieghino come porre riparo alla cronica carenza di personale e ai 12 milioni di euro di mobilità passiva pagati dall’Asur 12».

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