SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un serio intervento per la sicurezza strutturale delle grotte sotto il vecchio incasato del Paese Alto ha costi certamente spropositati per le capacità delle casse del Comune. Da alcuni mesi (clicca qui) si sa che c’è un’ipotesi di aiuto finanziario da parte dei fondi regionali specifici per la difesa del suolo e il recupero architettonico dei centri storici.
Il percorso da seguire per ottenere questi fondi comprende l’inserimento del Paese Alto fra le zone regionali a rischio idrogeologico. L’ente competente in questo ambito è l’Autorità di Bacino Regionale delle Marche.
Già nello scorso mese di settembre ci fu un sopralluogo da parte di alcuni tecnici dell’Autorità, che manifestarono la disponibilità dell’ente a inserire il Paese Alto fra le zone nella classe di rischio R4 del piano di assetto idrogeologico regionale (Pai).
Cosa comporterebbe questo nuovo status, oltre alla possibilità di ricevere finanziamenti? Sicuramente ci saranno dei vincoli di tipo urbanistico che impedirebbero nuove costruzioni, permettendo solo recuperi e riqualificazioni del patrimonio architettonico esistente. Un’opera come la nuova scuola del Paese alto non sarebbe possibile nell’eventualità di inserimento nel Pai.
«Verificheremo l‘accordo di coloro che abitano nel quartiere – annuncia il sindaco Gaspari – ma credo che i vincoli urbanistici non influiscano molto in un‘area in cui la maggior parte degli edifici ha valore storico. Del resto i fondi regionali sono l‘unica via che abbiamo per mettere finalmente in sicurezza il Paese Alto».
Oltre a verificare l‘effettiva stabilità del vecchio incasato, che nelle sue viscere è pieno di grotte e di camminamenti, bisognerà intervenire anche sulle reti fognarie e idriche. Pochi mesi fa ci si accorse che nelle cantine del palazzo Bice Piacentini una rottura delle condutture aveva causato un allagamento pericoloso anche dal punto di vista igienico.
L’importo complessivo dei lavori non è al momento quantificabile, bisognerà fare un’analisi e una stima di massima insieme alla Regione Marche. Si parla di milioni di euro.

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