SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La statale 16 è da tutti considerata una sorta di camera a gas (di scarico), ma da un’analisi di alcuni dati diffusi dall’Arpam (Agenzia regionale per la protezione ambientale) emerge una situazione molto più problematica in molte altre città delle Marche.
In piazza Roma ad Ancona, per esempio, nel 2006 sono stati superati per 80 volte i valori limite di polveri sottili nell’aria, contro le 56 volte di San Benedetto. La centralina di rilevazione di Senigallia ha rilevato invece 187 sforamenti; Porto Sant’Elpidio ne ha avuti 79.
Per quanto riguarda i valori massimi di pm10 registrati nel 2006, San Benedetto ha avuto un picco di 96 microgrammi per metro cubo di aria, Porto Sant’Elpidio 120 microgrammi, Senigallia 160,6 microgrammi.
«Sono dati che ci confortano. Ma non abbasseremo la guardia nella nostra campagna per ridurre l’inquinamento», ha commentato il sindaco Giovanni Gaspari.
La chiusura domenicale della ss16, dichiara Gaspari, verrà presto estesa anche al tratto da via Manara verso sud, fino a via Voltattorni. «Servirebbero altri dieci uomini fra vigili urbani e ausiliari del traffico, ma contiamo su una norma contenuta nell’ultima Finanziaria che permette ai Comuni di usare i soldi incassati con le multe per l’assunzione di personale stagionale dedicato alla gestione del traffico».
Il 31 gennaio ci sarà un consiglio comunale aperto dedicato ai problemi della sanità sambenedettese e del comprensorio. Qualcuno, come il consigliere di An Pasqualino Piunti, aveva chiesto di dedicare una pubblica assise al problema dell’inquinamento connesso al traffico. «Non siamo a livelli di allarme rosso – risponde il sindaco – e lo sapevamo già prima di ricevere i dati dell’Arpam. Tuttavia occorrono soluzioni strutturali, prima della bretella e dell’arretramento dell’A14 dobbiamo pensare a piani della viabilità coerenti e razionali».

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