RIPATRANSONE – Il Comune di Ripatransone non ci sta. Martedì 16 gennaio, presso il Tribunale di Fermo, si è tenuta l’udienza penale contro la richiesta di archiviazione da parte del giudice per le indagini preliminari (G.I.P.) per il reato di frode informatica (un «danneggiamento ed un’intromissione indebita e fraudolenta da parte di terzi, al momento ancora ignoti, nel sistema informatico e nello specifico nel server centrale», come si legge nella nota difusa dall’amministrazione) subìto dal comune ripano.

Dalle indagini svolte si è accertato che le responsabilità del caso siano da rintracciare esternamente al comune, perché sembra che anche utilizzando impropriamente le strutture informatiche dell’ente non si potesse comunque arrivare alle cifre esorbitanti invece realizzate. La volontà dell’amministrazione comunale è quella, dunque, di andare fino in fondo alla questione opponendosi all’archiviazione del caso.
Respinta la richiesta del G.I.P., il giudice ha acconsentito al coinvolgimento della polizia postale, esperta nel rintracciare gli illeciti della rete. Intanto, il Comune ripano si è visto annullare dalla TELECOM una parte della cifra delle tre bollette incriminate, per un totale di € 88.501,50.

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