GROTTAMMARE – «Ci siamo anche noi e siamo contenti di esserci. A quanto pare stiamo smentendo coi fatti quanti alla vigilia del campionato nutrivano dei dubbi nei confronti di questo Grottammare».
Amedeo Pignotti saluta con la grinta che lo contraddistingue di solito il quarto posto in classifica della formazione di mister Amaolo, brava nella tana del Riccione a cogliere il secondo successo esterno consecutivo, dopo l’exploit di Città Sant’Angelo. Di più: negli ultimi cinque incontri gli adriatici hanno messo in cascina la bellezza di 13 punti. Onore al merito a Fanesi e soci, ma anche al patron biancazzurro, che in piena estate, quando ancora la squadra pareva tutto meno che la corazzata che adesso sta mettendo paura alle favorite del girone F, Pescina, Santegidiese e Renato Curi, aveva scommesso sulla forza dei biancazzurri. Qualcuno magari all’epoca gli diede anche del pazzo.
«Il sottoscritto ci ha creduto sempre, peggio per gli addetti ai lavori, sempre scettici». Ma non parlategli di obiettivi. Il suo Grottammare è a una sola lunghezza dal duo di seconde (Santegidiese e Renato Curi), eppure Pignotti preferisce mantenere i piedi ben saldi a terra.
«Non ho mai detto che puntiamo ai play off. Anche domenica alla fine della partita ho ripetuto ai ragazzi quello che aveva detto loro in precedenza, ovvero che possiamo fare bene. Che significa? La squadra lo sa, se permette però ce lo teniamo per noi».
Un Grottammare che spesso ha dovuto fare fronte alle assenze, tra squalificati e infortuni. Anche a Riccione mancavano Iampieri e Gasparroni, con Oddi non al meglio.
«Evidentemente non è importante chi va in campo. La forza di questa squadra, anche questo è un concetto che ho ripetuto più volte, sta nel gruppo. Chi scende in campo dà sempre il 100%. Tutti gli effettivi stanno dimostrando di essere all’altezza».
Un plauso soprattutto ai più giovani. In Romagna per esempio oltre al solito Fanesi è stato l’ex San Marino Napolano a chiudere i conti. Il fatto che ben sette giocatori della rosa biancazzurri siano stati convocati dalle rappresentative di serie D, vorrà pur dire qualcosa.
«Ritengo che non sia un discorso da ricondurre unicamente ai più giovani. Si è semmai creato il giusto mix tra giocatori che possono crescere ancora molto e altri già esperti. I primi riusciranno a migliorare facendo tesoro dei consigli dei secondi. Ad ogni modo fin da adesso possiamo dire che la squadra ha raggiunto una discreta consapevolezza dei proprio mezzi».
Breve parentesi: domenica la D ha protestato contro l’approvazione del nuovo Statuto Federale ritardando l’inizio degli incontri di un quarto d’ora, fra sei giorni le 162 squadre dell’Interregionale potrebbero anche decidere di non scendere in campo.
«A tale proposito molto importante sarà la riunione di giovedì 18 gennaio a Roma – spiega Pignotti – Si incontreranno le società del Sud e la decisione che scaturirà al termine di questo summit sarà decisiva. Credo che quella di giovedì prossimo possa ritenersi una delle giornate più importanti degli ultimi anni per la politica della D».

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