SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mancanza di personale e di servizi idonei, una lenta ristrutturazione per il Dipartimento di Emergenza, attese bibliche per il Pronto Soccorso in radiologia e in sala gessi. Per gli esponenti di An Giorgio De Vecchis e Benito Rossi «le cose che funzionano presso l’ospedale di San Benedetto sono dovute unicamente alla buona volontà di alcuni operatori che ci lavorano e che lo hanno fatto in condizioni a dir poco precarie. La giunta regionale di centrosinistra non potrà più permettersi ritardi sugli investimenti da erogare presso la Zona Territoriale 12».
Luciano Agostini e Sandro Donati «sino a oggi sono stati ciechi e sordi». I disagi segnalati al “Madonna del Soccorso” riguardano la mancanza di infermieri, medici e organizzazione sindacale nel reparto di Pediatria e la separazione strutturale fra questo reparto e quello di Neonatologia.
«La ristrutturazione del dipartimento di Emergenza sta vivendo tempi biblici – affermano Rossi e De Vecchis – anche se siamo sempre più convinti che è sbagliato ristrutturare appena qualche centimetro sopra le fogne. I pazienti che giungono al pronto soccorso non hanno ancora un percorso preferenziale; per sostenere i servizi occorre personale altrimenti non è più un servizio ma un disservizio. Il territorio lavora con soli tre fisioterapisti che eseguono l’assistenza domiciliare; come è pensabile coprire le esigenze delle richieste su un territorio così vasto con tre fisioterapisti quando ne occorrerebbero almeno 15?».
Riguardo alla gestione del personale, Rossi e De Vecchis si chiedono quale sia il motivo della mancata sostituzione dopo il pensionamento del dirigente amministrativo territoriale Pietro Merlini. «Forse anche qui occorre una tessera politica apri pista?».

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