ASCOLI PICENO – *Il consigliere Catalucci per una volta non presenta una interrogazione sui parcheggi ma, sempre sui parcheggi, questa volta si rivolge alla Corte dei Conti. Lo zelo che pone sul tema dei parcheggi è davvero unico. La sua, ormai, è una vera e propria missione.

Peccato che abbia un vizio d’origine.

Già. Dov’era infatti il consigliere Catalucci nel 1998 (era consigliere comunale di maggioranza) quando la giunta di centrosinistra firmò la convenzione con la Parcheggi Azzurri? Una convenzione, quella sì, davvero penalizzante per la città e i cittadini.

Forse Catalucci non vede l’operato della sua parte politica che assolve sempre e comunque aprioristicamente ma la convenzione che ereditammo nel giugno del 1999 era davvero a danno della città.

Eppure questo punto l’ho illustrato a Catalucci nel corso del Consiglio comunale aperto. Evidentemente non c’era o se c’era si era distratto.

A me resta invece l’interrogativo del perché non si sia rivolto all’epoca alla Corte dei Conti e non me ne abbia spiegato le motivazioni.

Allora proviamo a ripetere, quanto già peraltro più volte affermato (anche se non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire) circa la convenzione con la Parcheggi Azzurri che ereditammo nel giugno del 1999 e come siamo riusciti a modificarla.

La convenzione firmata dal centrosinistra prevedeva l’eliminazione di tutti i parcheggi a raso all’interno del Centro Storico. La nostra Amministrazione, invece, ha mantenuto questi parcheggi che indubbiamente favoriscono le attività commerciali e l’accesso ai cittadini, pur con tutte le difficoltà di un traffico molto cresciuto in questi anni.

Ancora. Nel 1998 il costo orario per parcheggiare in spazi di sosta a raso o nelle strutture coperte era uguale al costo di un parcheggio in garage privati e, non dimentichiamolo, il costo del permesso di sosta per residenti era di almeno cinque volte quello attuale.

Consigliere Catalucci ricorda l’art. 5 della convenzione con la Parcheggi Azzurri firmata dal governo di centrosinistra?No?

Glielo ricordo: «…Nel caso di permanenza dei parcheggi di superficie a pagamento nel centro storico e qualora il concessionario consegua un ricavo di gestione inferiore a quanto previsto nei piani economici allegati alle convenzioni, l’Amministrazione comunale è tenuta a reintegrare il concessionario del minor ricavo conseguito sino al raggiungimento del ricavo mensile previsto nei piani economici finanziari, attingendo esclusivamente dalla somma introitata dal “Comune” per la gestione dei parcheggi di superficie. La somma da reintegrare non potrà comunque superare quella introitata dal “Comune” per la gestione dei parcheggi di superficie a pagamento da intendersi come somma versata dai gestori dei parcheggi nelle casse comunali o in caso di gestione diretta del “Comune” al netto delle spese di gestione».

E l’art. 6? Una vera iattura per i cittadini ascolani. La vogliamo ricordare insieme? Tra gli obblighi del Comune c’era quello di emettere provvedimenti autoritativi per la limitazione della sosta nelle vie e piazze comprese nella perimetrazione della zona d’influenza dei parcheggi in struttura e ad attivare il servizio di rimozione forzata delle auto in sosta abusiva nelle predette zone di influenza dei parcheggi in struttura.

Che ne dice Catalucci?

Eppure all’epoca, pure in presenza di una convenzione davvero penalizzante come quella firmata dal centrosinistra, Catalucci, già consigliere comunale, non solo non ha mai interessato la Corte dei Conti ma non ha mai presentato neppure una interrogazione.

Per quanto concerne poi quell’Ordine del Giorno approvato in Consiglio Comunale, ribadisco che c’è la ferma volontà di tutta la Giunta per darne piena attuazione, tant’è che ci siamo incontrati più volte con la Saba per definire anche la questione delle multe per lo sforamento orario e la prossima settimana avremo l’incontro finale dopo di che potremo riferire in Consiglio.

Intanto siamo alla ricerca di nuove aree di sosta per i cittadini in tutte quelle zone attualmente in sofferenza.

Circa il problema sollevato dalla recente sentenza della Cassazione, siamo in attesa di conoscere le motivazioni per una più attenta valutazione ma fin d’ora ritengo, alla luce delle prime informazioni, che la stessa trovi applicazione fuori dalle aree di particolare rilevanza urbanistica. Ma anche questo è un tema che stiamo approfondendo, tenendo conto, come sempre, degli interessi della città e dei cittadini e non del concessionario privato.

Infine, la richiesta delle dimissioni dell’assessore Giulio Natali.

A Giulio Natali rinnovo la mia stima e la mia piena fiducia per il lavoro difficile ed ingrato che sta portando avanti con me. Respingo decisamente, pertanto, le accuse ingenerose che gli sono state fatte e ribadisco la mia piena solidarietà e fiducia all’assessore Natali.

Ritengo che stia lavorando bene e se molto è cambiato come accessibilità alla città e fruibilità alle strutture di sosta, lo si deve al lavoro che l’assessore Natali ha portato avanti con me.

* Pietro Celani, sindaco di Ascoli Piceno

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