SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli occupanti della Libera Comunanza resteranno nella casa colonica di via Valle del Forno almeno fino al termine del 2007. La causa civile intrapresa dal vecchio sindaco Martinelli nel 2003 è ancora in alto mare e in queste fattispecie i tempi della giustizia vanno dai quattro ai cinque anni, come ci conferma il legale del Comune Otello Bagalini.
Dopo lo sgombero della casa colonica di via Tedeschi, la comunità del centro sociale “Totem & Tabù” si trasferì nella villetta, che si trova sulla strada che dal quartiere Ponterotto porta ad Acquaviva. La villetta fa parte dei beni che il Comune ha ereditato dal dottor Pietro Rambelli, che nel 1999 dispose di lasciare alla collettività la villa di famiglia in via Silvio Pellico e due fondi rustici in contrada Valle del Forno.
La causa civile è ancora pendente, e l’avvocato Bagalini si dice fiducioso su una sentenza positiva nei confronti del Comune. «E’ solo questione di tempo, dipenderà dalla mole di lavoro che dovrà affrontare il tribunale in questi mesi».
L’avvocato conferma quanto sostenuto dagli occupanti della Libera Comunanza, che durante i giorni scorsi hanno smentito che ci fosse una sentenza di sgombero coatto. Notizia che invece hanno dato per buona anche i segretari di partito dell’Unione, convocati d’urgenza dal sindaco in una riunione lo scorso 28 dicembre.
«E’ vero, il tribunale ha emesso finora solo un’ordinanza per il rilascio temporaneo dei terreni – spiega Bagalini – per permettere alla Snam di effettuare alcuni lavori di manutenzione del vicino metanodotto». I ragazzi del centro sociale hanno parlato di 30 giorni di tempo, ma l’avvocato precisa che non c’è un tempo prestabilito per i lavori.
Sembra che una volta sgomberata la struttura il Comune proporrà agli occupanti una sistemazione alternativa, ma la trattativa non sarà sicuramente esente da difficoltà. In questi cinque anni la Libera Comunanza sostiene di aver curato uliveti e vigneti in stato di abbandono e aver mantenuto operoso un fabbricato agricolo, attività che difficilmente verranno abbandonate a cuor leggero. Da parte sua l’amministrazione comunale ha il bisogno di rispettare i vincoli testamentari del dottor Rambelli, che vengono illustrati così sul sito web del Comune: «I due fondi rustici di contrada Valle del Forno con le tre case coloniche che vi si trovano dovranno essere destinati a parco pubblico da intitolarsi a “Sestili Anna Maria in Rambelli, Gaia Rambelli e Dott. Pietro Paolo Rambelli” con campi da tennis e da golf e, per la parte vicino alla sorgente dell’acqua, destinati a vivai. Anche questi beni non potranno mai essere venduti».

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