SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Il sindaco Gaspari e la giunta stanno dando almeno per ora un’immagine di sé scomposta, sbilenca e mediocre». A parlare in questi toni non è un esponente del centrodestra ma Tonino Armata, presidente del Movimento cittadino per il Partito Democratico, una corrente che ha sostenuto la campagna elettorale del sindaco seppur dall’esterno.
Armata rimprovera a Gaspari una certa indecisione in materia urbanistica che fornirebbe linfa e vigore agli avversari politici. Ma il vero punto dolente è la Città dei Bambini, quel progetto di riqualificazione urbana per il centro cittadino presentato al sindaco e protocollato lo scorso 11 luglio e presente nel depliant elettorale dell’Unione inviato a tutte le famiglie sambenedettesi. Armata fa notare come di questa idea non esista traccia nel programma di mandato e nel primo stralcio del progetto di riqualificazione dei giardini del centro (zona delimitata a nord da via Fiscaletti, a sud dalla Palazzina Azzurra, a est da viale delle Palme e a ovest dalla ferrovia).
«Secondo noi quel documento doveva comunicare con chiarezza al consiglio comunale che l’amministrazione puntava sui bambini per riqualificare la città. Costruire un progetto – continua Armata – trasformare lo spazio urbano degradato e ostile in un luogo accogliente, perfino piacevole con l’obiettivo finale di migliorare la qualità di vita, prendendo come parametro il bambino. In particolare la zona della vecchia pineta del centro di San Benedetto, nella convinzione che sia essenziale riservare ai bambini uno spazio tutto loro dedicato ai giochi e alle attività di socializzazione e di crescita responsabile ed equilibrata».
Nella delusione attuale, il Movimento afferma di volersi “mettere in aspettativa”. «Noi ci aspettavamo una svolta, un’inversione di tendenza, un salto di qualità proprio nel rapporto tra il potere e la comunità cittadina. In altre parole, un rapporto più umano e più democratico, più orientato all’ascolto e al confronto, più attento e sensibile alle esigenze e alle aspettative della gente».
Armata continua notando «spinte centrifughe nella coalizione», una «nefasta gara alla visibilità dei partiti», un «aumento delle falange degli incarichi» e «l’affanno delle mediazioni infinite».
Armata teme che i protagonisti dell’Unione non si rendano ben conto di questi problemi e li esorta a rompere gli indugi: «Non si è ancora sentita una mano ferma e non si è percepito un pensiero illuminato. Lo sviluppo della città negli ultimi anni si è avuto in base alle esigenze dell’adulto: sono stati creati i quartieri con poco verde intorno e con pochi servizi perché l’adulto può tranquillamente spostarsi in auto per superare i disagi. Nei quartieri però – afferma Armata – restano in ogni caso bambini, mamme e anziani, persone che non rientrano a casa la sera solo per dormire e che rappresentano numericamente un’alta percentuale di cittadini in apparenza componenti di una fascia sociale debole. Per dare voce anche a queste figure sociali – conclude – il sindaco e la giunta, secondo il nostro modesto parere, devono assumere il bambino come parametro, nella convinzione che, se la città è attenta alle sue componenti più deboli può esserlo anche nei confronti di tutti cittadini».

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