SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Cineforum Buster Keaton, che si avvia nel 2007 a festeggiare i trentanni di attività, si conferma, anno dopo anno, come una delle realtà maggiormente apprezzate dal pubblico sambenedettese e non solo. All’esordio della nuova stagione abbiamo intervistato il presidente Giampiero Paoletti.

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Il Cineforum Buster Keaton è uno dei punti di riferimento della stagione culturale della città. Da quanto esiste l’associazione?

È nata nel 1977, e ci avviamo, con la stessa energia degli esordi, a festeggiare il trentesimo anno di attività. Nel corso della prossima stagione, sicuramente organizzeremo qualche cosa di particolare legata al cinema, un modo per celebrare l’anniversario.

Io sono presidente dal 1994, ma la mia è più un’investitura formale, perché l’associazione è composta da altri cinque membri, tutti ugualmente coinvolti con le attività promosse: Manuela Dardari, Saveria Michelangeli, Edoardo Marconi e Loredana Corradetti, Paola Migliori. La nostra non è una associazione chiusa, chiunque vuole può fare qualcosa e partecipare alle nostre iniziative. Ciò che ci lega è la passione verso i progetti proposti.

Dove reperite i film che proiettate?

I film che presentiamo vengono reperiti in Ancona o a Roma, e generalmente sono pellicole che abbiamo visto e scelto nel corso dei Festival. Altre volte per selezionare i film ci fidiamo della critica. Sono appena tornato dalla Festa del Cinema di Roma dove ho avuto modo di vedere opere stupende, come l’ultimo lavoro di Scorsese. A differenza di Venezia, dove il cinema sembra una cosa elitaria, a Roma è una vera festa popolare, che coinvolge tutti, sebbene il Festival debba crescere in qualità.

Quanto costa la programmazione di una vostra stagione cinematografica?

Approssimativamente 35/40000 euro, per una media di 50 spettacoli; dobbiamo inoltre ricordare che nel corso dello scorso anno abbiamo avuto più di 11000 presenze.

Quali sono le novità per i prossimi cicli?

Non abbiamo ancora programmato i film per i prossimi mesi, ma vogliamo tenere d’occhio il cinema di alcuni anni fa. Vogliamo quindi affiancare ai nuovi titoli, che sono sulla cresta dell’onda, delle opere che hanno fatto parte della storia del cinema.

Secondo lei a San Benedetto esistono nuovi spazi per il cinema, nell’ottica di una riconversione del Palacongressi e del Calabresi?

Noi speriamo di poter utilizzare il Concordia, teatro di prossima apertura, perché la città ha bisogno di luoghi dove fare cultura. Sebbene sia ancora presto per giudicare, mi sembra che l’amministrazione comunale si sta muovendo in un’ottica di potenziamento degli aspetti legati alla cultura, e confidiamo nell’amministrazione affinché possa investire in ciò di cui la città ha realmente bisogno.

Progetti per il futuro?

Vorremmo collaborare con enti e associazioni: attraverso il cinema, che è un argomento trasversale, è infatti possibile parlare di tutto, dalla politica all’attualità, interessando e coinvolgendo in questo modo ambiti differenti.

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