ACQUAVIVA PICENA – L’oro verde nostrano anche nel 2006 ha pagato le attese di produttori e raccoglitori. Buono, discreto e ottimo sono, infatti, le valutazioni attribuibili, a livello quantitativo e qualitativo, all’ultima coglitura delle olive, ad Acquaviva come in tutto il circondario.

«La quantità è stata abbondante», ci spiega la signora Piera Rossi, contabile dell’oleificio BruniRossi della suddetta cittadina picena, «il problema – continua – è stato il clima caldo, che ha anticipato i tempi della maturazione del frutto e, in seguito all’attacco della mosca, pure della raccolta». Il risultato? «Abbiamo avuto, perciò, per la gioia delle massaie, un olio più dolce, privo di quel gusto amaro-piccante (datogli dai polifenoli), che solitamente caratterizza il prodotto finale».

Attivo dal 200, il suddetto frantoio, che effettua la molitura secondo il metodo continuo (più moderno rispetto a quello a presse o tradizionale), vanta una clientela variegata: «buona parte di essa – precisa la nostra intervistata – è costituita da acquavivani, ma abbiamo acquirenti anche di Massignano, San Benedetto, Monsampolo, Monteprandone e Centobuchi».

Con strumenti meccanizzati (scuotitori e rastrelli), che hanno sostituito i vecchi metodi manuali, la coglitura delle olive è oggigiorno praticata soprattutto da anziani, secondo il fabbisogno famigliare, ed imprenditori agricoli. «Ai primi – conclude Rossi – piace venire in oleificio, per restarci fin quando l’olio non è pronto e partecipare, così, a tutte le fasi intercorrenti, scambiandosi, nel frattempo, pareri e tecniche. Vogliono vedere coi propri occhi i frutti dei loro sacrifici».

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